Il gioco come gesto alpino’ all’ADI Design Museum di Milano

SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpinoin mostra all’ADI Design Museum di Milano, dal 22 maggio al 28 giugno 2026


Il progetto, a cura di Anna Quinz, indaga il design di montagna attraverso la lente del gioco. In mostra, oltre cento oggetti e settanta tra designer, studi, aziende e artigiani.

Milano, 5 maggio 2026_Per chi vive in montagna, il paesaggio non è mai solo sfondo: è una presenza che entra nel pensiero e nella pratica quotidiana. Anche il gioco, qui, assume una dimensione più concreta e incisiva. Non si esaurisce nell’infanzia, ma continua a influenzare lo sguardo adulto: per chi nasce in alta quota, resta memoria attiva; per chi arriva da altrove, diventa spazio di formazione.In montagna il gioco, oltre a essere svago, è sempre stato matrice culturale e produttiva.


Da questa riflessione nasceSCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino, mostra a cura di Anna Quinz e organizzata dafranzLAB, in programma all’ADI Design Museum di Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026. Il progetto esplora ildesign del Trentino-Alto Adigeattraverso la lente del gioco, inteso come metodo progettuale radicato nel territorio, capace di connettere rigore e libertà, funzione e immaginazione, sapere tecnico e apertura all’imprevisto. Non a caso il titolo prende in prestito la parola ladina “sciscioré”, che in Val Badia indica il gioco delle biglie.


SCISCIORÉè l’esito di un’approfondita ricerca storica e scientifica portata avanti da Anna Quinz, direttrice creativa esperta nella narrazione dei territori montani, e presentata in versione embrionale a EDIT Napoli 2025. A Milano, il progetto arriva nella sua forma compiuta, presentandooltre cento oggettiartigianali e della tradizione, icone del design, prodotti industrializzati e prototipi– progettati da settanta tra designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio.

La selezione mette in relazione pratiche storiche e ricerche contemporanee, produzione indipendente e industria, cultura materiale e innovazione tecnologica, competenze tradizionali e influenze internazionali, declinate in materiali diversi, dal legno alla plastica, dal tessuto ai metalli, dal vetro al sughero alla ceramica.
Ne emerge un panorama eterogeneo e stratificato, come quello delle guglie dolomitiche, frastagliate, dinamiche e ricche di sfumature. Lontano dagli stereotipi che spesso connotano la cultura alpina.

La mostra si articola indieci sezioni: Naturalia, Animali fantastici, Figure, Radicamenti, Altaquota, Girotondo, A incastro, Cameretta, A palla, Equilibrismi. Ogni sezione esplora un tema: animali, natura e figure come fonte d’ispirazione; la montagna e le tradizioni alpine come terreni di sperimentazione; cerchi, biglie, trottole e girotondi come archetipi del gioco; incastri, assemblaggi ed esperimenti di equilibrio come primigenia forma di progettazione; la cameretta come spazio domestico ed espressivo dei più piccoli. Il percorso si configura come unplayground, aperto e allegro, nel quale gli oggetti dialogano tra loro per assonanze.


Dalla tradizione fino ai nostri giorni, in mostra si incontrano iMaestri del progetto, come Luciano Baldessari ed Ettore Sottsass Jr.,designer contemporanei, come Martino Gamper e Luca Boscardin, e una nuova generazione di progettisti legati al territorio per nascita o per scelta, come lo spagnolo Ignacio Merino e la libanese Beatrice Harb. Ma ancheartigiani, figure a cavallo con il mondo dell’arte, come Paul Thuile, o al confine con ilcollectibledesign, come lo studio Sagaría.

Accanto agli oggetti dellatradizione– maschere da Krampus e giocattoli veri e propri – compaiono leicone del design: la lampada Gatto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos (1960) realizzata sperimentando il “cocoon” introdotto dal meranese Artur Eisenkeil, il divano Rumble di Gianni Pettena per Poltronova (1967). E ancora, prodotti premiati con ilCompasso d’Oro ADI– la sedia Myto di Konstantin Grcic per Plank (2008) –oggetti appena entrati in produzione– la lampada Ada di Marco Dessí per Lobmeyr (2025) – o mai esposti prima – le Giraffe (Animal Factory) di Luca Boscardin per Magis (2025) – fino aiprototipi– FiguraT del duo Dissegna (2026). La ricerca esplora anche i settori dell’automotive– in mostra lo scooter Augment 360° disegnato da Christian Zanzotti (2026) – e le sperimentazioni legate allosport, come lo scarpone Masterlite di MM Design per Garmont (Compasso d’Oro 2014).Aziende locali, come Sevi, La Sportiva e Salewa, convivono conmarchi internazionalitra cui Thonet e Normann Copenhagen che hanno scelto di lavorare con designer del territorio.

L’allestimento, progettato dainsalata-mista studioe realizzato daBarth– azienda altoatesina specializzata nella progettazione di interni su misura – richiama immaginari naturali e infantili. Il bianco, assunto come colore base, è scandito da accenti cromatici che guidano il visitatore, in linea con il concept vivace del progetto e con il visual firmato daLucas Zanotto.

Senza pretese di esaustività,SCISCIORÉracconta un design non univoco ma coerente nella ricchezza delle proprie diversità:un processo in divenire che sa trasformare i vincoli in risorse, il sapere di montagna – e la sua inclinazione al gioco – inlinguaggio contemporaneo, lavorando tanto con le forme manuali dell’artigianato quanto con le tecnologie all’avanguardia dell’industria.

«Con SCISCIORÉ ho provato a mettere in discussione la narrazione del design del Trentino-Alto Adige, andando oltre gli stereotipi per restituirne la complessità –racconta la curatrice del progetto, Anna Quinz–. Il gioco si è rivelato una chiave di lettura sorprendentemente precisa e stimolante: non evasione, ma un modo di pensare e di fare, capace di attraversare pratiche, generazioni e linguaggi che abitano questi territori. La presentazione all’ADI Design Museum di Milano è un passaggio importante di questo percorso: un contesto autorevole in cui questo lavoro di ricerca può entrare in contatto con il pubblico e aprirsi al confronto».
«ADI Design Museum rinnova la propria attenzione verso quelle geografie del progetto che, pur collocandosi al di fuori dei centri più nevralgici e convenzionali, si rivelano straordinariamente fertili sul piano culturale e sperimentale. Il gioco, lungi dall’essere un ambito secondario, può configurarsi come strumento critico e metodo progettuale, capace di tenere insieme sapere tecnico, immaginazione e radicamento»:spiega il presidente ADI, Luciano Galimberti.

SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino

ADI Design Museum Milano
Piazza Compasso d’Oro
Dal 22 maggio al 28 giugno 2026
Tutti i giorni h 10.30–20.00, chiuso il venerdì

Press preview & opening su invito: 21.05.2026

Un progetto di: franzLAB

A cura di: Anna Quinz

Progetto di allestimento: insalata-mista studio
Progetto grafico: Anna Quinz e Gabi Veit

Testi: Anna Quinz
Visual: Lucas Zanotto
Con il sostegno di: Regione Trentino-Alto Adige, Barth, Cuccia, Emerge, FD Dolomites, Longo, Niederstätter, Salewa, Uebe
Ringraziamenti: Acknowledgements, Plank, Hotel Aurora Salesiani Pejo, Annelie Bortolotti, Ines Ivkovich
Prestatori: Lenders, Abteilung Deutsche Kultur/Autonome Provinz Bozen, Alessi, Augment, Bachmann, Barth, Ceccotti Collezioni, ClimBall OHG, Codiceicona, FD Dolomites, Flos, Fratelli Levaggi, Garmont, Home Studyo, Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn, La Sportiva, Lobmeyr, Magis, Memphis Milano, Nils Holger Moormann, Museum Gherdëina, Normann Copenhagen, Plank, Poltronova, Portamor, Quinze & Milan, Riva 1920, Rotaliana, Rubelli, Salewa, Sarner Ski, Seventwenty, Sevi, Stelton, Thonet, Thun, Ton, Vibram, Volta Macchine, tutti i designer partecipanti

scisciore.com|instagram.com/scisciore|adidesignmuseum.org

CONDIVIDI ;)