Volare oltre l’orizzonte

L’arte di Robert Vargas arriva a Thiene

In principio era una parete grigia, fatta di righe e cemento. Poi una idea visionaria e coraggiosa. Infine lo spazio si è dilatato e Robert Vargas ha trasformato questo muro in una opera d’arte.

Per questo il suo murales è così speciale. Dentro ci vedi l’anima di un ragazzo che ti dice che puoi sognare. Che puoi osare.

Robert Vargas è un uomo magnetico. Ha quell’umanità limpida e quella umiltà sincera che rendono immensi i grandi artisti.

La mattina dell’inaugurazione della sua monumentale opera d’arte è concentrato e probabilmente anche un po’ stanco dopo 4 giorni di lavoro incessante, ma nonostante questo trova per ognuno l’energia per un sorriso e una parola. Gli piacciono le persone e le loro storie, c’è un sincero interesse che non si cura delle barriere linguistiche né di ogni altra cosa.

Per quattro giorni la sua casa è stata un assolato incrocio a Thiene, dove ha dipinto la parete laterale del centro sportivo Tommaso Assi. Incessantemente, nonostante il caldo torrido e un pomeriggio di intemperie.

L’opera di 300 metri quadrati raffigura il gesto teso e risoluto di un giovane Arturo Ferrarin, intento a lanciare un aeroplano di carta verso il Monte Fuji. Non è un caso, perchè l’artista americano sceglie sempre storie legate al territorio in cui trovano spazio le sue opere. In questo caso il Monte Summano e la sua somiglianza con la montagna sacra giapponese è stato fonte di ispirazione per raccontare l’epica traversata Roma-Tokyo compiuta dal pilota nel 1920, a bordo di un Sva9.

Il soggetto però è solo un tramite per un messaggio più potente: il titolo Fly Beyond the Horizon (Vola oltre l’orizzonte) è un monito a seguire i propri sogni. Per i numerosi giovani che ogni mattina transitano qui, certo, ma non solo. È una opera per tutte e tutti.

Oltre al disegno, così pulito e poetico, la realizzazione in sé è un promemoria costante al non lasciarsi scoraggiare dai limiti. Questa parete, con le sue scanalature irregolari, ha complessità aggiuntive rispetto a una superficie liscia, perchè ogni rientranza deve essere colorata e deve fondersi nell’insieme. Inoltre Vargas lavora a mano libera: niente griglie, niente proiettori. Solo una capacità straordinaria di percepire lo spazio e le proporzioni. Solo intuito, pennello, colore. E musica.

Mi ha molto colpita che, in ogni singola ora in cui era all’opera, da una piccola cassa, uscisse musica. Beatles, funky, Pavarotti. La musica ha riempito l’incrocio e tenuto compagnia all’artista e ai numerosi spettatori. Come ha detto lui stesso, pieno di gioia, questa creazione si è trasformata in una festa di quartiere. A ogni ora del giorno e della notte era possibile trovare spettatori, vicini e passanti seduti ad osservare e tenere compagnia a Vargas e al suo assistente Taelson Larrow. Chi portava da bere, chi portava da mangiare, chi semplicemente stava, in silenzio, insieme. È stata una condivisione e una esperienza collettiva straordinaria.

Perfino il giorno dell’inaugurazione, lunedì 6 luglio 2026, l’incrocio era gremito di persone ormai amiche che hanno atteso emozionate e partecipi il compimento di questa avventura.

L’artista.

Originario di Los Angeles, inizia a dipingere murales all’età di 10 anni. Il suo quartiere, Boyle Heights è ricco di storia, ed è anche una delle più importanti comunità di messicano-americani nel Paese.

Formatosi alla Los Angeles County High School for the Arts ha poi perfezionato il suo percorso alPratt Institutedi Brooklyn, New York.

Negli anni Vargas ha dipinto importanti murales per organizzazioni impegnate nella giustizia alimentare e nell’assistenza sanitaria, ottenendo numerosi riconoscimenti ed elogi per la sua capacità di portare una profonda umanità in tutto ciò che fa, in qualsiasi parte del mondo.

Nella sua città natale è stato istituito un giorno in suo onore e gli è stata intitolata una piazza.

Angela

Foto ANGELA ASCARI, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario) BestMagazine 2026

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