
Quattro chiacchiere con Emanuela Corsello, tra le protagoniste del docu- film “L’Abito e l’Anima–Il filo invisibile”
di Laura Gorini
Sarà presentato ufficialmente nella Capitale al Cinema Azzurro Scipioni il prossimo 25 Marzo il docu- film “L’Abito e l’Anima–Il filo invisibile”, una nuova produzione della società Imagine the Stars in collaborazione con Ugo Autuori, My Organics Concept Store di Beatrice Leotta, Values On srl e Armonia Film srl.
Con questo progetto, tra l’altro, la società inaugura la sezione produttiva dedicata ai documentari a carattere culturale e sociale. Inoltre il progetto prevede il debutto come autrice di documentari della produttrice Monica Bartolucci, che firma la scrittura del progetto. Importante è sottolineare anche il ritorno alla collaborazione con il regista Walter Garibaldi, autore della sua opera prima “Nonna ci produce un film”, prodotta proprio dalla stessa società. Tra i tanti esperti e operatori del settore intervistati vi è anche la manager Emanuela Corsello che ha operato per 15 anni nel vasto mondo della Moda, occupandosi di modelle e di modelli. Oggi invece lavora nel Cinema. Ed è con lei che abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere.
Emanuela, partiamo immediatamente con questa nostra chiacchierata parlando del docu- film “L’Abito e L’Anima- Il filo invisibile”. Indubbiamente fin dal titolo si intuisce una sorta di legame tra ciò che si indossa e ciò che siamo. Dunque il nostro outfit è il nostro biglietto da visita?
Il documentario, indubbiamente, vuole mettere in evidenza questo filo invisibile che c’è tra l’Abito e l’Anima perché, alla fine, è, se ci pensiamo è tutto molto collegato. Del resto noi siamo un po’ ciò che indossiamo e ciò rappresenta anche la nostra anima. Un outfit sì, può essere il nostro biglietto da visita. Certo, un abito può anche essere un modo per esporsi, talora, in una maniera molto eccentrica ed evidente ma può pure rappresentare uno strumento per potersi un poco nascondere. Lo possiamo fare puntando a degli outfit dal taglio classico o puntando sull’ oversize. Io, ad esempio, talora amo fare questa scelta perché amo coprirmi e indossare indumenti abbondanti per nascondermi. In poche parole come ti svegli al mattino decidi cosa metterti, di essere più femminile o audace o, al contrario, di indossare un abito un pochino più da maschiaccio per non metterti molto in evidenza.
Come si può trovare il proprio stile? E tu come definiresti il tuo?
Lo stile in generale, dunque non mi riferisco solo a quello strettamente connesso con la scelta degli abiti, può essere un biglietto da visita sia positivo sia negativo. Difatti se, tornando a parlare in particolare dell’outfit, se non è quello giusto e non ti sta bene, se non rappresenta davvero chi sei e se non mostra la tua anima, non ti fa risaltare in maniera positiva. Comunque sia, il proprio stile si trova semplicemente senza cercarlo ma emerge con il passare degli anni, con la crescita. Tuttavia, lo possiedi già, ce lo hai dentro, in base a quello che è il tuo mood, il tuo modo di essere. Io, però, non ho uno stile preciso. Diciamo che ne ho tanti e diversificati. Ci sono dei giorni in cui sto vestita da maschio, con pantaloni e giacca extra large e altri, invece, in cui cambio totalmente, indossando un bel vestitino con la scarpa con il tacco. Dunque non possiedo uno stile unico ma lo rivelo in base a quello che è il mio umore e la mia anima e come voglio in quel momento farmi vedere dagli altri. Capite, pertanto, che è molto importante fare la scelta giusta in tal senso e, soprattutto, puntare all’unicità della propria persona.
Sii sincera: può essere eleganti anche in tuta e scarpe da ginnastica?
Francamente io mi sento più bella e a mio agio in tuta e con una scarpa da ginnastica o con uno shorts e una giacca da maschio con un anfibio. Detto ciò, l’eleganza, a mio avviso, non dipende da un abito ma nella persona. Risiede nel modo in cui ti poni, come parli, come ti muovi e come sei.
L’eleganza è dunque qualcosa di innato? Ha a che fare con il carisma e la bellezza?
Indubbiamente è qualcosa di innato al di là di quello che indossi, è qualcosa che possiedi tu. Ovviamente è quel qualcosa che è strettamente collegato al carisma. Tuttavia la bellezza è relativa e ciò vale sia per le donne sia per gli uomini. Ci sono, del resto, persone molto carismatiche e dotate di un’eleganza unica ma che non sono particolarmente belle e che, nonostante ciò, risultano molto affascinanti. E lo sono anche in jeans e scarpe da ginnastica. Sanno pertanto essere belle nella loro non bellezza ma in quel quid che hanno, dunque quel mix pazzesco tra fascino, eleganza e carisma.
E per concludere, che cosa rappresenta oggi per te la Moda?
La Moda adesso per me rappresenta un bellissimo ricordo relativamente al mio passato professionale con i modelli, dunque è qualcosa che mi ha forgiato molto dal momento che mi ha permesso di possedere un modo particolare di vestire, o meglio di cercare di vestirmi nella maniera che mi piacesse e convincesse di più. In poche parole mi ha molto condizionata a livello di evoluzione. Mi ha aiutata a capire il mio stile. Ho assorbito con gli occhi modi di vestire, accostamenti, maniere in cui abbinare abiti con accessori che poi ho fatto anche miei.
