L’IMPRENDITORIA FEMMINILE SOTTO PANDEMIA NON SI FERMA

L’imprenditoria femminile sotto pandemia non si ferma.
A Roma nasce il Liceo Coreutico DAF: il primo d’Italia all’interno di un centro internazionale per danzatori e polo di ricerca artistica, il DAF Dance

Arts Faculty.
Inaugurazione e open day 16 e 18 dicembre 2020 DAF – Via Di Pietralata 159/A
prenotazione obbligatoria: www.liceocoreuticodaf.it

L’imprenditoria femminile sotto pandemia non si ferma. Mentre ci si interroga sulla didattica a distanza e su ciò che questa comporta per le nuove generazioni, un team di donne, imprenditrici, danzatrici dà vita a Roma al primo liceo coreutico all’interno di un centro internazionale per danzatori e polo di ricerca artistica, il DAF Dance Arts Faculty – Centro Internazionale per il Perfezionamento e la Formazione nella danza, che verrà inaugurato il 16 e 18 dicembre 2020.

Una sfida in un momento in cui l’arte è uno dei settori più sacrificati, nata da una squadra di professioniste che hanno deciso di non fermare la progettazione del futuro prossimo, di non arrendersi alle restrizioni del presente, guardando oltre. E facendolo, portando per mano verso questo futuro quelle ragazze e quei ragazzi che presto si riavvicineranno alla didattica in presenza.

La chiave è la danza, l’arte, il teatro: discipline oggi sacrificate ma che, più di altre, possono aiutare il superamento di chiusure e probabili ripercussioni. Discipline che, con il primo liceo coreutico romano all’interno di un consolidato centro di studio professionale della danza e centro internazionale di ricerca coreografica, incontrano la classica formazione scolastica; questo in un habitat ed in un crocevia culturale ricco di fermento e di ispirazione artistica dove ospitare con continue residenze le eccellenze della scena italiana ed europea che ha formato danzatori ora professionisti nei più importanti Teatri Europei e Internazionali.

L’idea del Liceo Coreutico – dichiara la direttrice Feliciana Lo Mele – nasce dall’esigenza e l’urgenza di una educazione umanistica e artistica globale dello studente così come della società tutta. In particolare la figura dell’artista, del danzatore deve, oggi, necessariamente reinterpretare se stesso portando in scena un upgrade umano e umanitario. Le scelte da parte dei Teatri, dei direttori e compagnie professionali in larga misura sono orientate verso quegli artisti che abbiano nel loro bagaglio molto altro oltre la tecnica, la performance e la presenza fisica. La struttura sociale contemporanea ha bisogno di donne e uomini che utilizzino la danza o qualsiasi altra espressione artistica come veicolo di una personale volontà di evoluzione individuale, un processo che passa attraverso la cultura, non tanto l’informazione sintetica e frammentaria dei social, quanto un percorso di vita dove elaborare e studiare il passato per comprendere appieno la contemporaneità. C’è la necessità di uno studio che educhi, che mostri la strada che ognuno potrà percorrere in piena autonomia e sicurezza una volta al di fuori del percorso scolastico, crediamo in un “insegnamento” che nutra la curiosità e stimoli la creatività individuale».

«Arrendersi e fermarsi, anche in epoca di pandemia, non fa parte della nostra disciplina. La studio della danza impone il continuo superarsi, se non lasci continuamente la tua “comfort zone”, se ti senti a tuo agio quando danzi, significa che non stai osando abbastanza e quindi non stai imparando e non stai migliorando. Questo atteggiamento negli anni di studio condiziona inevitabilmente anche altri aspetti del tuo essere e finisce per diventare il tuo modo di agire nella vita. Crediamo che peggio del fallimento ci sia solo lo stallo. Quando non molli non puoi fallire, perché la decisione di mollare puoi prenderla solamente tu».

«Gli adolescenti di oggi sono immersi in un costante flusso informativo che permette loro, in tempo reale e su qualsiasi argomento, di trovare informazioni pressoché su ogni cosa! La loro difficoltà è il confronto e la rielaborazione delle informazioni apprese. Un ruolo fondamentale in questo lo assume la scuola. Alla domanda su cosa desidererebbe nella scuola dei sogni, un adolescente su due ha risposto che vorrebbe che a scuola ci fosse più sport, più musica, arte e cultura, più attenzione alle emozioni e, non meno importante, nelle scuole ci dovrebbe essere un maggior orientamento verso il mondo del lavoro e maggiori occasioni di contatto con le aziende. Tutti punti di forza presenti nel Liceo Coreutico DAF che ha strutturato i suoi programmi rispondendo a queste esigenze».

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