LE MARCHE: BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA, COLORI E UNA NATURA SCONFINATA
“L’Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo; le Marche dell’Italia…”(Guido Piovene)

Le Marche sorgono lì, al centro dell’Italia, e sembrano non volersi privare di nulla con il loro territorio che va dalle montagne al mare. In questo spicchio di terra tra gliAppenninie l’Adriaticosono disseminati antichi borghi, città d’arte, castelli che fra le loro mura custodiscono storie di amanti e luoghi ricchi di spiritualità. Una natura sconfinata offre grotte sotterranee antiche di milioni di anni, spiagge sorprendenti e panorami mozzafiato, e qui sono nati alcuni fra i personaggi più illustri della cultura italiana.
Città ricche di arte, storie di personaggi illustri e natura…
Nelle Marche c’èUrbino,patrimonio UNESCOe patria diRaffaello Sanzio; c’èRecanati, il paese diGiacomo Leopardie del noto cantante liricoBeniamino Gigli; c’è ilCastello di Gradara, dov’è ambientata la triste storia d’amore diPaolo e Francesca, resa immortale dal Sommo Poeta nei versi del Canto V dell’Inferno. Le Marche sono la regione dove si trovaPesaro, città che diede i natali al compositoreGioacchino Rossini;Loreto, con il suo famoso santuario che custodisce la reliquia della Santa Casa di Nazaret dove la Vergine Maria ricevette l’annuncio della nascita di Gesù;Jesi, che ha meritato il titolo diCittà Esemplare UNESCO per la capacità di preservare il suo patrimonio secolare architettonico, artistico e culturale. Sono la terra dove sorgonoMacerata,Ancona,Ascoli Piceno,Fermo,San Benedetto del Trontoe tantissimi borghi medioevali annoverati nella lista deiBorghi più belli d’Italia. Ma sono anche un luogo dove la natura sa stupire con gli spettacoli dellaRiviera del Conero, delleGrotte di Frasassie delCanyon delle Lame RosseneiMonti Sibillini, terre selvagge e magiche dove aleggiano ancora i ricordi di antichi riti medievali e su cui si tramandano suggestive leggende.

… ma anche sensazioni, colori, buon cibo e famiglia
Eppure, se chiedi di raccontarti le Marche a chi ci è nato e cresciuto, molto probabilmente non ti elencherà i borghi o i monumenti, ma ti dirà che qui il paesaggio ogni anno cambia a seconda della coltivazione: un anno il grano, un anno i girasoli… e ti parlerà dei colori che in autunno si scatenano e dipingono le colline di tinte che vanno dal rosso acceso, al giallo, al marrone, e poi all’improvviso ecco una chiazza di verde acceso.
Mentre un sorriso gli spunta sulle labbra ti spiegherà di come “nelle Marche si mangia”, perché qui il buon cibo è importante così come far sentire in famiglia anche chi viene in visita per la prima volta.
Le Marche sono bellissime in ogni stagione e possono offrire tutto, con il loro paesaggio dolce e armonico che va dalle colline, alle montagne, al mare, e sono piene zeppe di una natura viva e pressoché inesplorata, interrotta qua e là da città e borghi medioevali che spuntano sul cocuzzolo di qualche altura. Niente di più facile che avventurarsi per strade in salita per poi arrivare in punti panoramici dove ci rendiamo conto che il mare è lì, proprio sotto di noi.
E questa è un’altra cosa di cui un marchigiano vi parlerà sicuramente: dei panorami, di quegli spettacoli che la natura sembra aver creato apposta perché chi vi si trova davanti, si fermi un attimo e resti a contemplarli togliendo ogni altro pensiero dalla sua testa.

I Borghi più belli d’Italia: la grande Bellezza a piccole dosi
Il sole che sorge illumina le cose piano piano, quasi come se volesse chiedere il permesso. La luce rosa dell’alba accarezza i pendii delle colline e si insinua fra le viuzze del borgo risvegliando la vita, dolcemente. È questo lo spettacolo che i nostri occhi hanno avuto la fortuna di carpire mentre ascoltavamo il silenzio, guardando il più lontano possibile, senza una meta precisa.

Dal Medioevo a oggi, i29 borghi marchigianiiscritti alla lista deiBorghi più belli d’Italiadi albe come queste ne hanno viste tante, eppure ogni volta la magia è sempre la stessa. Se vi dicessi che, mentre si cammina per le loro strade, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato, sembrerebbe il più classico dei cliché. Non riesco però a dare una definizione più adatta, se non che si avverte un invito a vivere tutto con lentezza perché, se il tempo non si è fermato, di sicuro non ha molta fretta di passare.
Fra essi c’èCingolidetto “il balcone delle Marche”,Corinaldocon la sua cinta muraria e i torrioni,Gradaracon la rocca di Paolo e Francesca,Torre di Palmecon la sua vista mozzafiato sull’infinità dell’Adriatico e poi ancoraOffagna,Esanatoglia,Frontino,Grottammaredivisa tra le abitazioni color pastello della costa e il suo antico borgo medievale eretto a strapiombo sul blu del mare,Mondaviocon la sua rocca imponente e severa. Questi e gli altri 20 hanno ognuno la sua storia e i suoi piccoli segreti, e tutti racchiudono una grande bellezza che sembra abitare lì da sempre, silenziosa, discreta, che non ama il clamore e si concede a pochi.

La Natura e tutti i colori del mondo
C’era una volta una bellissima dea di nome Natura che si dilettava a colorare il mondo. Quando fu il momento di dipingere questo spicchio di terra decise che non voleva scegliere, ma che avrebbe usato tutti i colori che le piacevano. Con il bianco e l’argento dipinse le falesie a strapiombo su un mare blu, azzurro e verde smeraldo, con il grigio la roccia delle montagne, con il verde scuro i boschi e aggiunse un tocco di rosso all’acqua turchese di un misterioso lago. Nel mezzo, le colline si sarebbero rivestite di tutti i tipi di verde accostati l’uno all’altro, interrotti qua e là da chiazze di fiori variopinti e campi pieni di girasoli gialli, sempre fedeli alla loro stella che nasce dal mare.

Rivolta ad est, proprio lì dove sorge il sole, laRiviera del Coneroè il tratto di costa che dal porto della città di Ancona giunge fino a quello di Numana, dove ilMonte Conerosovrasta cale e insenature fatte di rocce o sassi. Qui si trovano le spiagge più belle delle Marche: la Spiaggia dei Sassi Neri, quella di Mezzavalle e quella deiGabbiani, oltre alla più famosa e spettacolare fra tutte, laSpiaggia delle Due Sorelle, raggiungibile solo via barca, selvaggia, bianca, incontaminata, impossibile da dimenticare. Qui è ambientata la leggenda di una Sirena che con il suo canto ammaliava i marinai per poi incatenarli nel fondo della Grotta degli Schiavi, proprio davanti alla punta del Conero. La creatura era aiutata nelle sue malefatte da un demone che un giorno venne tramutato in pietra e spaccato in due: ecco come nacquero gli scogli gemelli delle Due Sorelle, simbolo della spiaggia. In quanto alla Sirena, si diresse verso altri lidi e di lei non si seppe più nulla.
Un’altra misteriosa creatura femminile è la Sibilla, simbolo deiMonti Sibillini. Il Monte Sibillafin da tempi remoti esercita un fascino sinistro e ambiguo sull’immaginazione collettiva tanto che, nei secoli, illustri studiosi, nobili, avventurieri e letterati si sono spinti sulla sua vetta in cerca della grotta che conduce allo splendido palazzo dove si dice risieda un antico oracolo: laSibilla Appenninica.
Giacomo Leopardi parla di queste montagne ne Le Ricordanze usando queste parole:
“…E che pensieri immensi,
che dolci sogni mi ispirò la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
felicità fingendo al viver mio!”
È facile, in effetti, perdersi in pensieri immensi esplorando queste alture calcaree e i luoghi che nascondono. IlLago di Pilatoè l’unico di origine naturale delle Marche, famoso per la sua acqua rossastra, romantico e “demoniaco”, conosciuto anche come “Lago con gli occhiali” per la forma particolare, e dove si dice che alcuni bufali abbiano trascinato il corpo del procuratore romano Pilato; leGole dell’Infernacciosono gole naturali tra le più suggestive dell’Appennino umbro-marchigiano, e ilCanyon delle Lame Rosseè uno spettacolo della natura poco conosciuto ma di grande bellezza, che sembra essere distante migliaia di chilometri dal mondo in cui viviamo.
Andare dalla cima del mondo alle viscere della Terra, qui nelle Marche, non è una cosa poi così strana. LeGrotte di Frasassisono cavità carsiche sotterranee in cui si possono ammirare sculture calcaree naturali nate nel corso di 190 milioni di anni. Con i suoi 1500 metri in mezzo a stalattiti, stalagmiti e laghetti, questo è uno dei percorsi sotterranei più grandiosi e affascinanti del mondo.

Due punti d’appoggio strategici: Porto Recanati e Fermo
Sono due luoghi molto diversi fra loro: una colorata cittadina di mare il primo e un centro dall’aspetto tipicamente medioevale il secondo. Eppure, fra tutti i centri abitati delle Marche, essi hanno qualcosa di molto particolare che li accomuna: sono due punti strategici dove alloggiare per raggiungere comodamente moltissime attrazioni della regione.
Porto Recanatiè celebre per le sue case colorate che si snodano sul lungomare ed è una località molto gettonata per le vacanze estive. Qui troverete relax e tranquillità, arte, cultura e una frizzante movida notturna tra i mercatini e la musica dei locali, oltre al buon cibo che non manca mai. Inoltre è il posto ideale dove praticare tantissimi sport all’aperto come la bicicletta, la canoa e il sup e fare bellissime escursioni sulla riviera del Conero.
IlCastello Svevo,eretto nella prima metà del XIII secolo come difesa dagli attacchi dei pirati, sembra ancora voler controllare la vitalità che pullula intorno e osserva silenzioso la spensieratezza dei vacanzieri che si recano alla spiaggia o in qualche ristorante.
Questa allegra località dellaRiviera del Coneroè vicinissima aRecanati, aLoreto, aCastelfidardo, alParco del Coneroe ai paesi costieri diNumanaeSirolo, oltre ad essere a solo una mezz’ora di macchina dal suo capoluogoMacerata, daAnconae dall’elegante città diOsimo.
Fermoè un’antica città romana arroccata sulle pendici delmonte Sabuloed è divisa tra una parte antica che ha conservato pressoché intatto il suo aspetto medioevale e una moderna. Non distante dal mare, è più lontana dal turismo di massa rispetto a Porto Recanati, affascina con le sue viuzze ripide e strette e custodisce palazzi dall’alto valore artistico. Piazza del Popolo è considerata il cuore della città e qui si affacciano tre importanti edifici: il barocco Palazzo degli Studi, dove si trova la Biblioteca Spezioli, e ilPalazzo dei Prioriche ospita, oltre alla sede del Comune, laPinacoteca Civicae la famosa Sala del Mappamondoun tempo nota come Sala delle Commedie. Altra attrazione imperdibile di Fermo è ilTeatro dell’Aquila, uno dei più grandi delle Marche. Sono di notevole valore i dipinti del sipario e del soffitto, al cui centro un enorme lampadario in ferro dorato e foglie lignee impreziosisce la maestosa eleganza del teatro realizzato in rosso e oro.
Da Fermo si raggiungono comodamente i bellissimi borghi diTorre di PalmeeMoresco, fra i Borghi più belli d’Italia,Monterubbiano,Porto San Giorgio, e in circa un’ora di macchina si arriva aMontefortino(da cui inizia l’itinerario che porta alle Gole dell’Infernaccio), aOffidae alLago di Fiastra.

I piatti tipici e i sapori “di una volta”
Poche cose richiamano ricordi alla mente come il cibo sa fare. Ognuno di noi conserva nel cuore un sapore e un profumo che associa a momenti in famiglia o che lo riportano all’infanzia. Qui nelle Marche il cibo è davvero una cosa seria e tra i piatti che non potete assolutamente perdere ci sono ivincisgrassi(una sorta di lasagne), le celeberrimeolive all’ascolana, ilciauscoloociabuscolo(un salume estremamente morbido, buonissimo mangiato caldo), lacrescia(una sorta di focaccia), l’agnello fritto, ilbrodetto(preparato con ricette diverse a Porto Recanati, Ancona, San Benedetto, Fano e Porto San Giorgio), oltre a tanti vini famosi come ilRosso Coneroe laPasserina, un buonissimo vino bianco.
La storia del cibo è la storia di una terra, della sua gente, e i colori delle tavole imbandite sono solo uno dei tanti ricordi che vi porterete a casa dopo aver visitato le Marche e, come noi, aver aspettato il sorgere dell’alba all’orizzonte, per non perdervi nemmeno una delle mille sfumature di un paesaggio che ha da offrire davvero tutto. Nemmeno vi immaginate quanto…
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Articolo scritto in collaborazione con Visit Italy.
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