Intervista e nuovo album per Alessio Pianelli

Intervista e nuovo album per Alessio Pianelli “Sulla Quarta”
a cura di Damiano Conchieri

1) Alessio, a che età e con quale strumento ti sei avvicinato alla musica?
All’età zero. Amo sentire mia madre raccontare di quando, in dolce attesa, si sedeva sul divano e ascoltava mio padre al pianoforte. Per nove mesi hanno in pratica organizzato centinaia di concerti privati per me. A cinque anni ho cominciato a “giocare” al pianoforte con mio papà, a dieci l’incontro col violoncello.
2) Il tuo genere preferito in assoluto e a quale musicista ti sei ispirato?
Il mio “genere”, se cosi si può definire, preferito è la musica popolare. Sono sempre curioso e affamato di scoprire canti e danze dalle più disparate parti del mondo, perché è lì che sento, senza compromessi, senza finzioni, senza commercializzazioni, l’istinto primordiale di fare musica. È ovvio che il 90% della musica che ascolto è musica classica, sinfonica e cameristica, ma anche in questo caso, come per esempio nella musica dei miei compositori preferiti, Schubert e Schumann, si tratta di arte che fa prevalere l’istinto e il bisogno primordiale di fare musica. Non mi piace pensare ad un singolo musicista che mi ha ispirato, anche se ce ne sono ovviamente. Preferisco pensare a tanti momenti, brevi frasi, piccoli gesti, che mi hanno dato input enormi. Se devo fare dei nomi, penso al mio primo Maestro Giovanni Sollima o al grande Claudio Abbado che, nonostante non abbia mai avuto l’occasione di incontrare, tramite il suo lavoro mi ha trasmesso la voglia di “usare” la musica come mezzo per migliorare, per non dire salvare, il mondo. Allo stesso tempo mi vengono subito in mente lunghe conversazioni con l’amico Gianluca Cangemi, i Maestri Thomas Demenga e Claudio Martinez Menher, moltissimi partner di musica da camera con cui ho avuto la fortuna di suonare, o le mie vecchie storie d’amore, e i profumi dei panifici siciliani all’alba, o il mix di emozioni sensoriali che posso ricevere in riva al mare… Potrei continuare per ore. Il succo è: non cerco inspirazione in cose definite grandiose, ma nei rapporti e nella semplicità del quotidiano, con tutta la sua magnificenza.
3) Come mai la scelta del violoncello, essendo al giorno d’oggi potrei dire uno strumento poco conosciuto se non nell’ambito della musica classica?
Se ho scelto di iniziare lo studio del violoncello è un’indiretta “colpa” di Giovanni Sollima. Da bambino le mie parole preferite erano due: pallone e violino. Quando dissi a mio papà che volevo entrare in conservatorio per studiare il violino, lui mi chiese se conoscessi il violoncello, essendo allora in organico al Conservatorio di Trapani un grande violoncellista internazionale come Sollima. Mi fece ascoltare il Concerto di Dvořák, grande compositore boemo,  e “Il cigno” dal “Carnevale degli animali” di Saint-Saëns, e fu subito amore. Per quanto riguarda il violoncello “poco conosciuto” oltre la musica del repertorio classico, non so quanto oggi sia più vera questa affermazione. Il Rock, il Pop, il Jazz sono ormai pieni di violoncellisti fantastici, e anche molto noti, che portano nel mondo sia cover che proprie composizioni in questi stili. Basti pensare a star internazionali di YouTube come 2Cellos e The Piano Guys, i metallari Apocalyptica, il “folletto” Rushad Eggleston, il rock alternativo dei Rasputina col violoncello di Julia Kent, o ancora la combattiva Zoe Keating, la versatile Maya Beiser, il genio di Ernst Reijseger. Ma anche a un grandissimo violoncellista classico come Yo-Yo Ma, che col suo progetto Silk Road incontra musicisti di tante diverse tradizioni e stili da tutto il mondo.
4) Com’è avvenuto l’incontro con Almendra Music?
L’incontro ufficiale con “Almendra Music” è avvenuto nel 2012, con una conversazione su Skype che collegava Basilea e Monreale. Il vero incontro con Almendra Music, senza virgolette, quindi Almendra, quindi lo Zeit Studio a Palermo, quindi famiglia e radici siciliane, è avvenuto alle mie prime lezioni di violoncello. L’amico Gianluca Cangemi, ora produttore di Almendra, ricorda di quando al Conservatorio veniva a sentire questo bimbo cicciottello che faceva lezione con la maglia di Ronaldo. Più si cresceva, più crescevano i sogni, più aumentavano le conversazioni e gli scambi culturali nei corridoi, nel bar, e nelle nostre amate scale esterne (dove si poteva fumare) del Conservatorio di Palermo.
5) Raccontaci qualcosa a ruota libera del tuo album “Sulla Quarta”.
Non voglio dire tanto. Mi piace che la musica, partita dal cuore del musicista, e passata dal suo cervello e dalle sue mani, possa arrivare direttamente al cuore degli ascoltatori, prima che al cervello. Sarebbe scontato dire quanto meravigliosa e alta sia la musica di J. S. Bach, come è scontato, visto il ruolo di “padre musicale” che ha avuto nella mia formazione, parlare di quanto io possa sentire fortemente la musica di Giovanni Sollima.
Il significato di questo album è probabilmente ben riassunto nel mio brano, “Sulla Quarta” per l’appunto, che rappresenta per me la sintesi di un decennio, di un percorso di studi, di emozioni, di conoscenze, di sogni e di incubi. Questo nuovo album è, comunque, una tappa di un percorso molto lungo che ho intrapreso insieme ad Almendra nel 2013: sei album, ognuno con una Suite di Bach assieme a musica del Novecento e contemporanea. 
Il passato con il futuro, quindi il presente.
6) Com’è stato suonare con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai?
Un’esperienza indimenticabile. Soprattutto la prima prova. Quando mi son seduto e l’orchestra ha iniziato a suonare l’introduzione del concerto di Dvořák ho avuto la tentazione di non suonare quel famosissimo primo “Si” del violoncello, ma piuttosto alzarmi, e applaudirli in lacrime. Hanno un suono stupendo, un suono italiano.
7) Credi che la passione sia tutto in questo lavoro e che possa incidere molto anche sulla formazione?
Si, la passione è tutto, in ogni cosa. La passione è quella che ti fa amare il tuo lavoro più di ogni altra cosa, che ti aiuta non solo a superare, ma soprattutto ad apprezzare le difficoltà. Poi c’è il talento, tanta costanza, la determinazione, la fortuna e molti altri fattori che, insieme, ti permettono di realizzare i tuoi sogni. Ma senza la passione, senza questo “bisogno dell’anima”, crolla tutto.
8) Un grande maestro da cui hai avuto l’onore di essere diretto?
Penso che la bellezza di fare musica sia quella di, in qualche modo, “dover” riuscire a collaborare con qualsiasi tipo di essere umano, anche completamente diverso da te. Ho incontrato direttori con cui mi son sentito a mio agio dal primo momento, altri con cui la famosa scintilla ha fatto fatica a scoccare. Ma alla fine con tutti si è riusciti ad arrivare a un punto di incontro, e questo per me è ciò che conta nella musica, ed è quello che la musica può insegnare a tutti, per far si che si possa creare un mondo migliore.
9) Stando al tuo racconto sulla nascita e concepimento de “Sulla Quarta”, pensi che il sonno sia importante per portare idee e consiglio ad un artista?
Forse non sono la persona giusta a cui fare questa domanda. Io sono un ghiro. Sebbene possa stare giorni senza dormire, nel momento in cui mi addormento non sento mai le sveglie: ho perso voli, appuntamenti, prove e ho fatto tante brutte figure per colpa del mio sonno pesante! Adoro dormire e credo sia assai importante. Come c’è l’alba, c’è il tramonto, lo yin e lo yang, la vita e la morte, così il sonno e la veglia. Penso di essere fortunato e privilegiato a fare l’artista: non ho ritmi obbligati che mi scandiscano i tempi di veglia e di sonno. Dormo quando ne ho bisogno e questo mi dà l’energia giusta per vivere i momenti di veglia. Se poi aggiungiamo che durante il sonno avviene quel meraviglioso fenomeno chiamato sogno, direi che si: non solo il sonno porta idee e consigli, ma è, come tutto il quotidiano, fondamentale sia per un artista che per ogni essere umano.
10) Hai mai tratto ispirazione dalle tua terra d’origine, ovvero la Sicilia, considerata da molti una grande “terra d’arte”?
Ovviamente. La Sicilia, per un siciliano, è tutto. Una terra che traspira e ispira cultura, portata non solo dalle dominazioni del passato, ma anche dai barconi di oggi provenienti dall’Africa, e più romanticamente, anche dal vento, soprattutto nella mia Trapani, che porta odori diversi in continuazione. Se nasci e resti in Sicilia per tutta la vita, credo che questo ti segni in modo cosi forte da poter creare un limite. Il fatto di essere emigrato in Svizzera e di aver così accettato una delle poche culture che mi sento di poter definire estranea a quella siciliana, credo sia stato fondamentale per farmi amare in maniera più sana la nostra Isola, e capire molto di più la magia della Sicilia.
11) Qualche progetto imminente e/o futuro?

Il progetto più importante per me è quello quotidiano: studiare, esplorare, sentire, ogni giorno di più. Per quanto riguarda gli eventi che accadranno fuori dalle mura del mio studio, non vedo l’ora di essere in Francia, a fine luglio, per il Festival “Musique aux 4 Horizons”, dove oltre a concerti di musica da camera quotidiani, suonerò in prima assoluta un mio nuovo brano per violoncello e contrabbasso, scritto per la fenomenale, nonché giovanissima, Lorraine Campet. Poi penso al mio debutto a Firenze in duo con Leonora Armellini ad Ottobre, e a un festival di compositori da tutto il mondo (uno per nazionalità) che si svolgerà tra Bulgaria, Francia e Svizzera a Novembre. Dicembre lo passerò finalmente in Sicilia, per una tournée di concerti sparsi per la nostra Isola in duo con i pianisti Andriy Dragan e Mario Montore, e per l’incisione con Almendra Music del prossimo cd: la nuova tappa del percorso, con la terza Suite di Bach e… Sentirete e vedrete!

Seconda tappa del progetto di sei album attorno alle Suite di J.S.Bach del violoncellista e compositore nel nuovo lavoro con Almendra Music. Barocco e contemporaneo, rispettoso e personale, definito da Thomas Demenga “uno dei migliori violoncellisti italiani della nuova generazione”

Sulla Quarta: un violoncello tra sogno e incubo per Alessio Pianelli
ALESSIO PIANELLI
Sulla Quarta
3 tracce | 47 minuti 
Almendra Music (AM0030)
Distr. The Orchard | Bandcamp e Digitale (iTunes, Spotify, Amazon, etc)
«Nel 2013 nasceva Almendra Music e con essa il mio personale progetto di incidere le sei Suites di Johann Sebastian Bach. Un’integrale delle Suites è un grande punto di arrivo per qualsiasi violoncellista, e io allora stavo ancora ultimando la mia formazione, alla ricerca del mio vero suono. Con Gianluca e Luca, produttori di Almendra, pensai che potesse essere molto interessante per gli ascoltatori, e onesto da parte nostra, presentare sì un’integrale delle Suites, ma dipanata negli anni: un percorso in grado di raccontare la crescita intellettuale, timbrica e umana di un musicista tra i suoi venti e trent’anni d’età. Un percorso di otto o nove anni in cui, album dopo album, una di queste pietre miliari della storia della musica per violoncello, è affiancata alla musica del secolo appena passato e a quella appena nata, di oggi, vicina alla cultura e alle percezioni di un ragazzo nato in Sicilia nel 1989».
Parte da lontano, l’origine di Sulla Quarta, il nuovo album di Alessio Pianelli. Parte dal suo incontro con Almendra Music, dal suo obiettivo di realizzare un’incisione integrale delle Suites per violoncello di Bach, dalla sua sensibilità e dalla sua ricerca, grazie alle quali ha saputo attendere, meditare, e proporre di volta in volta una delle sei Suites. Nel suo primo lavoro con  Almendra, che fu anche il suo debutto discografico, ovvero Prélude del 2014, Alessio Pianelli includeva anche la Suite N. 1 in Sol maggiore: Sulla Quarta prosegue in questa avventura presentando una superba rilettura della Suite n. 4 in Mi bemolle maggiore, BWV 1010. «Per me la più nobile – afferma Pianelli -, quella che suono ogni mattina e che ho perennemente dovuto, potuto e voluto studiare: per le difficoltà di risonanza che la sua tonalità provoca ad ogni violoncellista, ma anche per il suo carattere che è secondo me quello che accusa maggior cambiamento se suonata con montatura antica e col diapason a 415Hz, più basso rispetto al diapason “standard” di oggi a 440Hz. Sul violoncello attuale, la tonalità di Mi bemolle maggiore mi trasmette timidezza, debolezza, e tende a far diventare la musica di questa Suite astratta, “verso l’alto”; sul violoncello barocco invece sento subito grande forza, nobiltà d’animo, e radici ben piantate al suolo». 
Sulla Quarta è un disco molto atteso, non solo per la prestigiosa vicenda artistica del suo autore, ma anche per i “quality listener” di Almendra Music, che stanno seguendo con crescente attenzione l’evoluzione della factory palermitana, che si conferma ancora una volta un laboratorio di idee che semplice etichetta discografica. Dopo la suggestiva collana piano solo (il cui ultimo capitolo è Cycles di Marcello Bonanno), dopo l’avant-rock folleggiante e rigoroso dei Forsqueak e il lancio della side-label Pistacho con il duo indie-tronic When Due, Alessio Pianelli qualifica ulteriormente l’etichetta con un lavoro che coniuga rilettura del classico, interpretazione del contemporaneo e visione personale della composizione. Tre direzioni espresse attraverso la scelta di una scaletta sorprendente, con il trittico The Songlines di Giovanni Sollima, la Quarta Suite di Bach e Sulla Quarta, il brano che vede debuttare Pianelli come compositore, la cui figura e la cui ricerca riconducono ad unità la triplice premessa iniziale.

Nato in Siclia nel 1989 e residente in Svizzera, istinto e passione mediterranea e rigore nordeuropeo Alessio Pianelli è stato definito dal suo maestro Thomas Demenga “uno dei migliori violoncellisti italiani della nuova generazione. Grazie alla sua tecnica fenomenale, la sua fantasia, intelligenza musicale e la sua presenza scenica e artistica, riesce ad affascinare ogni volta l’ascoltatore”. Lo testimonia il suo eccezionale percorso, costellato di vittorie in concorsi nazionali e internazionali, iniziato ancora sedicenne con il Primo Premio e il Premio Speciale “Città di Porec” all’International Cello Competition “Antonio Janigro” e di partecipazioni prestigiose sui palchi di tutto il mondo, di un’attività cameristica con tour e incisioni in Italia e all’estero, con collaborazioni, dialoghi e scambi all’insegna dell’arricchimento. Pianelli è stato l’unico italiano sul podio del Concorso Internazionale di violoncello “B. Mazzacurati” di Torino. Nell’ottobre 2016 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha suonato come cello solista nel Concerto di Dvořák.
L’incontro tra Alessio Pianelli e Almendra Music ha qualcosa di “karmico”, niente affatto casuale. La scoperta della casa discografica ha stimolato il violoncellista nella ricerca del proprio cammino, fatto di lavoro duro, di formazione continua, ma anche di meditata, sentita e ponderata attesa. Nel 2014 ha debuttato da solista proprio con Almendra: il disco Prélude, con musiche di J.S.Bach, Weinberg, Tsintsadze e Demenga (prima incisione mondiale). A tre anni di distanza, seguendo la linea di ricerca intrapresa con Prélude, arriva Sulla Quarta. Lo splendido lavoro grafico di Antonio Cusimano (3112htm), nel suo fondere materialità e voli cosmici, seppia, roccie, alberi e linee, evoca il lavoro di scavo profondo realizzato da Pianelli, il suo itinerario di ricerca tra interpretazione e suono, tecnica esecutiva ed emotività
In apertura i quattro movimenti di The Songlines di Giovanni Sollima: “quel mio primo Maestro, siciliano come me, che mi iniziò al violoncello. Songlines, nato nel 1993 dopo la lettura dell’omonimo libro di Bruce Chatwin e dedicato a Rocco Filippini, non è ispirato ai canti degli aborigeni australiani di cui il libro parla, ma a “vie dei canti” suggerite dalla Sicilia, terra le cui innumerevoli culture lasciano intrecciare detriti di canti”. E dalla Sicilia, dal suo cuore e dal talento di un suo giovane, nasce anche Sulla Quarta, figlia di uno studio “matto e disperatissimo” su Bach che così Pianelli rievoca: «Nei tre mesi precedenti la registrazione, la Suite era diventata quasi una ossessione: la studiavo notte e giorno, alternando di continuo violoncello “moderno” e “barocco”, alla ricerca dell’impossibile “giusto compromesso”. Ero talmente appassionato ed ossessionato che spesso mi accadeva di continuare lo studio durante il sonno, un sonno caratterizzato da sogni particolarmente… udibili! C’ero sempre io a suonare, con entrambi i violoncelli che si alternavano all’improvviso, ed esploravo nuove articolazioni della materia bachiana, tra le quali apparivano anche nuove note, nuovi ritmi, e melodie che si intersecavano inframmezzate da terribili voragini. L’atmosfera di quei sogni era talmente surreale che al risveglio non riuscivo a distinguere se fosse stato un sogno o un incubo. Cominciai ad appuntare per gioco alcuni dei pensieri musicali sognati, finché mi resi conto di aver riempito, giorno dopo giorno, intere pagine pentagrammate. Intanto la mia lettura della Suite di Bach pareva aver trovato una sua possibile strada verso l’incisione, e fu così che decisi di dare a quelle idee dai sogni una struttura, e dare infine la nascita a Sulla Quarta».
La prossima release Almendra tra le quindici in calendario: venerdì 26 maggio 2017 con il Duo Blanco Sinacori che ritorna dopo Hacked Overtures e le scorribande chitarristiche tra Mauro Giuliani, la musica contemporanea e l’Opera italiana.

Sulla Quarta:
1-4: The Songlines for Cello Solo
(Giovanni Sollima)
5-10: Unaccompanied Cello Suite No. 4 in E-Flat Major, BWV 1010
(Johann Sebastian Bach)
11: Sulla Quarta for two cellos
(Alessio Pianelli)
Alessio Pianelli: cello
Music by:  Alessio Pianelli (‘Sulla Quarta’, track 11), Johann Sebastian Bach (‘Cello Suite Nr. 4, BWV 1010’, tracks 5-10), Giovanni Sollima (‘The Songlines’, tracks 1-4).
credits
Produced by Gianluca Cangemi & Luca Rinaudo 
Co-executive producer: Danilo Romancino 
Recorded by Luca Rinaudo & Gianluca Cangemi at Zeit Studio, Palermo, Italy 
Mixed and mastered by Luca Rinaudo at Zeit Studio, Palermo, Italy 
Art direction, photography and design 
by Antonio Cusimano | 3112htm.com 

Almendra Music:
Alessio Pianelli:
Sulla Quarta su Bandcamp:
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