VICO EQUENSE, UN BORGO DA SCOPRIRE NELLA PENISOLA DI SORRENTO

VICO EQUENSE, UN BORGO DA SCOPRIRE NELLA PENISOLA DI SORRENTO 

Il sole nasce timido all’orizzonte e l’aria tersa del mattino accarezza la costa della penisola di Sorrento, zona della Campania celebre per i suoi panorami e per i borghi che sembrano volersi tuffare nel mare. Qui la cittadina di Vico Equense sorge in tutta la sua bellezza, osservando dall’alto di un promontorio l’infinito blu che si stende ai suoi piedi. 

A meno di dieci minuti di treno da Sorrento ma più sconosciuta al turismo di massa, Vico Equense ha un affascinante centro storico con affacci a strapiombo sul mare, offre bellezze architettoniche, ottimi ristoranti e non mancano neanche le attrazioni per gli amanti della vita notturna, che nelle sere d’estate riempiono con il loro vocio i baretti della Marina di Aequa. Anche il paesaggio naturale qui è particolarmente generoso fra colline, terme e mare, e il paese si è aggiudicato la Bandiera Blu nel 2021

Vico Equense tra arte, storia e leggende 

Ogni luogo porta impressi nell’architettura e in alcune particolarità i segni del suo passato, come se fossero parole scritte nel libro del tempo. La storia di Vico è antica e le vie del centro conservano ancora tutte le caratteristiche di un borgo medioevale. Carlo II d’Angiò verso la fine del 1200 volle la costruzione di una dimora-fortezza che dall’alto della sua posizione strategica avrebbe difeso il borgo. Nei secoli Castello Giusso cambiò molti padroni e fu anche residenza estiva della famiglia reale; fu modificato, semidistrutto e ricostruito, subì incursioni pirata e invasioni, ma conobbe anche periodi in cui, adibito a residenza signorile, fu luogo di ozio e frivolezze. Le sue sale vennero affrescate e ospitarono opere d’arte, gli spazi esterni furono abbelliti con giardini ricchi di giochi d’acqua e piante secolari. Oggi il castello si presenta con una caratteristica colorazione rosa salmone e, nell’ala più antica, ci sono cinque stanze abbellite da dipinti del 1600 ognuna con un suo tema, dagli astri al mare, dove l’utilizzo dell’oro e di colori intensi è espressione dell’influenza del Barocco Napoletano.

Come ogni castello che si rispetti, anche questo ha i suoi miti e le sue leggende. Pare, infatti, che fra le mura si aggiri ancora il fantasma della regina Giovanna I d’Angiò detta “la Pazza”, famosa per essere stata un’amante insaziabile che, per evitare che le sue relazioni extraconiugali trapelassero, uccideva regolarmente i suoi partner di avventure.  

Altro punto di interesse del paese, l’ex cattedrale di santa Maria Annunziata del XIV secolo sorge su uno sperone di roccia che si tuffa nel mare, ha forme gotiche e una facciata barocca di colore rosa. A Massaquano, una delle 16 frazioni di Vico Equense, c’è un altro piccolo gioiello artistico che nasconde una storia curiosa: la cappella di Santa Lucia è una struttura trecentesca di piccole dimensioni dove sono stati rinvenuti degli affreschi di seguaci del grande Giotto. Pensate che tutte queste opere erano state ricoperte da uno strato di calce nel 1877 e si può dire che fu solo per caso che questo patrimonio fu scoperto e riportato alla luce ben più di un secolo dopo. 

Le bellezze della natura 

Dal punto di vista naturalistico questo territorio offre attrazioni per tutti i gusti. Una delle principali è sicuramente l’acqua delle Terme dello Scrajo (località a 2 chilometri da Vico) che era ritenuta dagli abitanti dei dintorni addirittura miracolosa ed è stata riconosciuta per l’eccellenza terapeutica dalla Società Italiana di Medicina Interna nel 1897. Ancora oggi è una delle zone termali più rinomate della Campania e molte sono le persone che vengono qui in cerca di cure e benessere, davanti al panorama mozzafiato delle scogliere del golfo di Sorrento. 

Il mare qui ha un colore intenso che va dal verde al blu, e per chi visita la zona ci sono alcune spiagge da non perdere. Tra le mete più belle c’è la Spiaggia dello Scrajo vicino alla sorgente termale e, non distante, una vera attrazione per i subacquei, il Banco di Santa Croce, una secca il cui fondale raggiunge i 50 metri di profondità, istituita nel 1993 “zona di tutela biologica”. La vicinanza alla foce di un fiume ha creato un ambiente perfetto allo sviluppo di una biodiversità unica, fatta di gorgonie rosse, spugne, grosse cernie, banchi di dentici, razze e altre specie, creando uno scenario quasi unico nel Mediterraneo. 

Per chi ama spiaggette isolate e poco frequentate, ci sono la Spiaggia della Tartaruga e la Spiaggia di Tordigliano. La prima è raggiungibile solo via acqua e si chiama così per la presenza di uno scoglio che ricorda, appunto, una tartaruga. È una piccola cala dall’aspetto selvaggio, posta proprio sotto la parete rocciosa che, tuffandosi nel mare, crea una spiaggia ghiaiosa con acqua cristallina e un fondale profondo. La seconda è una delle più ampie del litorale di Vico Equense, si può raggiungerla a piedi percorrendo un sentiero o via mare e offre lo spettacolo di una natura incontaminata e selvaggia con alte pareti di roccia.

Nella frazione di Seiano, la Spiaggia del Pezzolo ospita i resti di una villa romana risalente al secondo secolo d.C. e ha fondali bassi con sabbia dorata mista a scogli; merita una visita anche Marina d’Aequa con il suo porticciolo.

Per chi ama il connubio mare-eventi, la Spiaggia del Bikini spesso ospita party e ricevimenti. Qui c’è uno degli stabilimenti balneari più frequentati della penisola, con un Beach Club e un ristorante dove gustare prelibatezze locali. 

Ci sono tanti modi di guardare il mare: c’è chi osservandolo cerca il contatto con la natura, chi vuole scoprire luoghi nascosti, chi desidera il silenzio interrotto solo dal fruscio delle onde sugli scogli, chi ama il gusto del sale che resta sulla pelle e che si fonde con la musica che invade la spiaggia. Il litorale di Vico Equense può dare tutto questo e sa come incantare anche gli spiriti più frettolosi e distratti perché, in fondo, tutti quelli che guardano il mare ci vedono l’infinito. 


Articolo scritto in collaborazione con Visit Italy

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