
Subsonica | Terre Rare 96-26 tour
La foresta prende forma dal deserto a cui si oppone.
Sherwood Festival a Padova non è solo un festival, o un luogo. È un mondo, una dimensione intera immaginata e costruita da gente con visione, tenacia e coerenza rare.
È forse per questo che ogni anno questo evento vede tra gli ospiti artisti davvero notevoli che trovano qui uno spazio di espressione che li esalta. Come iSubsonica, che ormai qui sono di casa. La data zero del loro tour dei 30 anni è partita proprio da qui Venerdì 26 giugno 2026: una festa bellissima di musica, suoni e messaggi importanti.
Molti di questi pensieri sono anticipati daTära, che arriva sul palco sul fare del tramonto, parlando con il pubblico e con i suoi musicisti di identità e appartenenze, esilio e diaspora con un mix di sarcasmo e leggerezza. La sua voce melodiosa raconta di Italia e Palestina, senza sovrastrutture né retoriche: èuna cantautrice onesta e coraggiosa.La sua musica è resistenza, ha una grazia rara ed un magnetismo che trascina tutto il pubblico che si sta affollando.
Sono i giorni più caldi di una estate appena iniziata ma nessuno sembra davvero farci caso: l’attesa e la gioia per questo nuovo tour sovrastano perfino questa anomala calura.
Appena iSubsonicaappaiono sotto i riflettori la moltitudine in trepida attesa esplode. Samuel esordisce con “benvenuti nel 1996” e d’improvviso il tempo è una faccenda che assume un significato nuovo, con regole chiare e bellissime: saltare, cantare, pensare e restare umani.
Se la musica dei Subsonica è un ecosistema complesso e sfaccettato di canzoni autorali, elettronica, funk, sintetizzatori, bassi, così lo è il loro pubblico. Ci sono giovani, famiglie, adulti che assistono emozionati al loro 28° concerto, tutte e tutti rapiti dai loro ritmi ipnotici e riconoscibili.
Sulle note di Straniero torna sul palco Tära per un duetto intenso, l’incontro di voci complementari e anime affini che consolidano ogni parola detta finora su identità, incontro e riconoscersi.
Quando prende la parola Max Casaccic’è spazio per fermarsi a riflettere con onestà e coraggio su nazionalismo e sovranismo, allargando l’orizzonte da30 anni di Subsonicaa un secolo di Italia “Guardiamolo un po’ questo passato. Stava succedendo quello che sta succedendo anche oggi, solo che noi quegli anni ’20 li possiamo studiare, questi anni ’20 li possiamo scegliere. E cerchiamo di fare una cazzo di scelta giusta per questi anni ’20, perché l’ultima volta, se ci ricordiamo bene, non è andata per niente bene.”
Samuel poi racconta del viaggio collettivo in Marocco, dove hanno ritrovato la sensazione di umanità fin nel profondo e hanno comprato strumenti usati per comporre Ghibli, una delle canzoni dell’ultimo album ricche di tamburi, ritmi mediorientali e atmosfere che fanno pensare al deserto.
L’energia è così forte che anche dopo il concerto restano gruppi di persone felici e sorridenti.
Siamo di nuovo nel nostro tempo, ma con una consapevolezza rinnovata di chi ha appena preso parte ad un evento potente.
Scaletta
Istantanee
Onde quadre
Radioestensioni
Liberi tutti
Depre
Aurora sogna
Radio Mogadiscio
Nuova ossessione
Il centro della fiamma
Lasciati
Il Tempo in Me
Nuvole rapide
Straniero
Ghibli
Grida
Veleno
Discolabirinto
Up Patriots to Arms
Transumanesimo
Il diluvio
Tutti i miei sbagli
Strade
Preso blu
Foto ANGELA ASCARI, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario)
BestMagazine 2026, si ringrazia DYSTOPIA e SHERWOOD FESTIVAL












