Robert Plant illumina le menti e infiamma la platea di Vicenza

Robert Plant and Saving Grace feat Suzi Dian #noicisiamo
Vicenza Festival 06 Settembre 2023 in Piazza dei Signori a Vicenza

Non rientrava certo nei miei italici programmi quello di assistere ad un evento musicale di cartello. Mercoledì, all’ultimo, in giornata, ho avuto modo di ottenere due biglietti per la prevista esibizione di Robert Plant in quel di Vicenza. Cosicché, data la non scandalosa esosità del costo ho accettato di buon grado di parteciparvi. Avere avuto l’opportunità di presenziare ad un evento di tal portata inebriava la mia voglia di live music da anni ormai sopita.


Robert Plant è uno di quei nomi che hanno accompagnato la mia esistenza fin dal 1970, quando front man dei Led Zeppelin catturò la mia attenzione e mi ammaliò con la prorompente forza di Black Dog…ah se penso a quante volte ho infilato le 50 lire nel jukebox per ascoltarla!
Ed ora, a distanza di anni, rieccolo in una nuova veste ma non per questo meno affascinante e coinvolgente.


La nuova formula ha previsto un’unico set elettroacustico la cui set list contemplava un’interessante serie di brani sia tradizionali che originali. L’esibizione ha creato un’atmosfera del tutto inedita ricca di sonorità cesellate accuratamente. Il tutto era caratterizzato da un’indovinata sequenza dove il blues incontrava il folk celtico creando un’aura di pura magia.
La strumentazione volutamente minimalista risultava perfetta in un contesto dove gli strumenti a corda, una dosata batteria e talvolta un’opportuna fisarmonica, accompagnavano le voci. L’ensamble che ha accompagnato Robert Plant vede la sensuale ed elegante singer Suzi Dian, anche alla fisarmonica, due chitarristi Ony Kelsey al mandolino, baritono e chitarre acustiche e Matt Worley al banjo, chitarre acustiche e baritono, cuatro e Oli Jefferson alla batteria.
Bellissime coralità accendevano ancora di più la palese emotività presente nella audience che fremeva in platea. Parti corali dunque ad ampio respiro che sono riuscite a conferire un phatos di non indifferente spessore.


E poi la voce, quella voce! Sempre inconfondibile, magari non più devastante come un tempo, ma in perfetta sintonia con il repertorio in questione e pur sempre affascinante. Infine non sono mancate riproposizione di zeppeliniana memoria come “Friends”, “The rain song”, “four Sticks” e “Gallows pole” (contenuta sul terzo album) opportunamente riarrangiate per l’occasione e ovviamente per la felicità dei numerosi nostalgici accorsi numerosi a riempire Piazza dei Signori; location assolutamente fantastica per un evento che difficilmente dimenticheremo.

Testo by Amedeo Doda, le foto sono a corredo dell’articolo e tratte da frame amatoriali e dal web.

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