PROVOKA L’ACCHIAPPA-ABUSI

PROVOKA

Ci sono cose che non sono illegali.

Non sono scandalose.

Non finiscono sui giornali.

Eppure danno fastidio.

Sono quelle piccole storture che incontriamo ogni giorno.

Una voce incomprensibile sul conto.

Un costo che compare quando ormai hai deciso di comprare.

Un servizio che non hai chiesto ma che devi pagare.

Una regola assurda.

Una procedura incomprensibile.

Una risposta che non risponde.

Un prezzo scritto in grande e quello vero scritto in piccolo.

Una commissione che nessuno sa spiegarti.

Una tassa mascherata da servizio.

Una consuetudine che tutti accettano perché…

“Si è sempre fatto così.”

Ed è proprio lì che entra in scenaPROVOKA.

Ma chi è PROVOKA?

PROVOKA è un cittadino.

Non è un supereroe.

Non è un magistrato.

Non è un poliziotto.

Non è un politico.

E non pretende nemmeno di avere sempre ragione.

È semplicemente uno che, davanti a una cosa assurda, ha sviluppato una pessima abitudine:

fa domande.

Domande semplici.

Quelle che spesso nessuno fa più.

“Perché?”

“Quanto costa veramente?”

“È obbligatorio?”

“Dove sta scritto?”

“Perché devo pagarlo?”

“E se lo facessimo al contrario?”

“Ma siamo sicuri che sia normale?”

Sono domande pericolosissime.

Perché a volte basta una domanda fatta al momento giusto per far apparire una stortura che era rimasta nascosta sotto la superficie della normalità.

Perché “L’Acchiappa-Abusi”?

Perché PROVOKA non va a caccia soltanto di grandi scandali.

Quelli, quando arrivano, fanno già rumore da soli.

Lui va a caccia degliabusi piccoli.

Quelli che non sembrano abbastanza importanti da meritare una protesta.

Due euro e cinquanta.

Un euro.

Cinque euro.

Dieci minuti persi.

Un modulo inutile.

Una clausola incomprensibile.

Un servizio imposto.

Un diritto che diventa improvvisamente una concessione.

Presi uno per uno sembrano poca cosa.

Moltiplicati per migliaia di persone diventano un sistema.

E soprattutto diventano una cattiva abitudine.

Per questo PROVOKA li chiama:

abusi.

Non necessariamente perché ogni caso costituisca un illecito.

Ma perché vuoleacchiappare quelle situazioni in cui il cittadino viene trattato con superficialità, furbizia o scarsa trasparenza e viene invitato, implicitamente, a stare zitto e pagare.

PROVOKA non emette sentenze.

Accende la luce.

Poi lascia che siano i lettori a guardare.

Il suo superpotere è l’ironia

PROVOKA potrebbe essere arrabbiato.

E qualche volta lo è.

Ma non vuole essere il solito personaggio che urla contro tutti.

La sua arma principale è molto più raffinata:

l’ironia.

PROVOKA prende una situazione assurda e la porta alle sue estreme conseguenze.

Se al ristorante si paga il tavolo, allora perché non pagare anche la sedia?

Se si paga l’usura della tovaglietta, perché non pagare l’usura del cucchiaino?

Se un servizio è indispensabile per acquistare un prodotto, perché viene presentato come qualcosa di separato?

PROVOKA non ha bisogno di insultare nessuno.

Gli basta mettere una domanda accanto a un’altra.

E lasciare che sia l’assurdità a parlare.

La sua filosofia è semplice:

“Non voglio arrabbiarmi.
Voglio capire.
Perché spesso, quando cominci a capire, ti viene da ridere.”

È colto, ma non fa il professore

PROVOKA legge.

Conosce le leggi, quando servono.

Conosce la storia.

Conosce l’economia.

Conosce la lingua italiana.

Conosce la psicologia del consumatore.

Ma soprattutto conosce una cosa:

il buonsenso.

Non usa la cultura per sentirsi superiore agli altri.

La usa per smontare le spiegazioni complicate.

Se qualcuno gli dice:

“È una prassi consolidata.”

PROVOKA risponde:

“Interessante. Ma consolidata non significa necessariamente sensata.”

Se gli dicono:

“È sempre stato così.”

Lui sorride:

“Anche molte cose sbagliate sono state fatte per molto tempo.”

E se qualcuno gli dice:

“Non è obbligatorio.”

PROVOKA domanda:

“E se non lo faccio, cosa succede?”

Silenzio.

È lì che comincia l’indagine.

PROVOKA scrive

PROVOKA non si limita a osservare.

Scrive.

Ha un blog.

Ha i suoi canali social.

Raccoglie segnalazioni.

Legge le storie dei cittadini.

Controlla documenti, scontrini, regolamenti, cartelli, condizioni di vendita e comunicazioni.

Quando trova una storia interessante, la trasforma in unCaso PROVOKA.

Ogni caso diventa un piccolo racconto.

A volte divertente.

A volte surreale.

A volte irritante.

A volte persino incredibile.

Ma sempre con una domanda di fondo:

“Ma questa cosa è davvero normale?”

Il blog diventa così il suotaccuino pubblico delle storture.

Un archivio di quelle piccole cose che normalmente vengono dimenticate cinque minuti dopo averle subite.

Il suo metodo

PROVOKA ha un metodo.

Prima osserva.

Poi domanda.

Poi verifica.

Poi racconta.

E solo alla fine, se necessario, denuncia.

Non gli interessa costruire accuse senza prove.

Non gli interessa distruggere qualcuno per ottenere qualche clic.

Non gli interessa trasformare ogni episodio in uno scandalo.

Gli interessacapire e far capire.

Per questo nel suo blog può esserci una regola molto semplice:

“Prima di provocare, verificare.”

Perché l’ironia è potente.

Ma la credibilità lo è ancora di più.

Il mondo visto attraverso gli occhi di PROVOKA

Per PROVOKA il mondo è pieno di piccoli paradossi.

Il ristorante dove paghi il coperto.

Il negozio dove il prezzo vero appare soltanto alla fine.

Il servizio “gratuito” che improvvisamente diventa obbligatorio.

La pratica che richiede un’altra pratica per poter essere completata.

Il modulo che serve per chiedere il modulo.

La commissione che nessuno sa spiegare.

Il cartello scritto in caratteri minuscoli.

La risposta:

“È la procedura.”

E naturalmente…

la procedura per sapere perché esiste la procedura.

PROVOKA prende tutto questo e lo mette sotto una lente d’ingrandimento.

Non per rendere la vita più pesante.

Al contrario.

Per restituire al cittadino una cosa che spesso perde:

la capacità di dire “Aspetta. Questa cosa non mi convince.”

I casi di PROVOKA

Ogni storia sarà un’indagine.

IL CASO DEL TAVOLO A PAGAMENTO

Il coperto nei ristoranti e nelle pizzerie.

IL CASO DEL PREZZO CHE NON ERA IL PREZZO

Quando quello che sembra costare una cifra ne costa un’altra.

IL CASO DEL SERVIZIO OBBLIGATORIO

Quando puoi scegliere liberamente… purché scelga quello che ti dicono loro.

IL CASO DELLA COMMISSIONE MISTERIOSA

Una voce compare sul conto. Nessuno sa bene perché.

IL CASO DEL MODULO DEL MODULO

La burocrazia vista dalla parte di chi deve sopravviverle.

IL CASO DEL “È SEMPRE STATO COSÌ”

Forse la frase più pericolosa del vocabolario italiano.

E poi altri casi.

Tanti.

Perché PROVOKA non ha intenzione di andare in pensione.

Ma PROVOKA non è contro tutti

Questa è forse la cosa più importante.

PROVOKA non considera il commerciante un nemico.

Non considera il politico un nemico.

Non considera l’impiegato un nemico.

Non considera l’imprenditore un nemico.

Il suo vero nemico è un altro:

l’idea che il cittadino debba semplicemente subire.

E quando trova una persona onesta?

La racconta.

Quando trova un commerciante corretto?

Lo dice.

Quando un’azienda risolve un problema?

Lo riconosce.

Quando scopre di avere torto?

Lo ammette.

Perché un veroAcchiappa-Abusinon deve avere sempre ragione.

Deve avere il coraggio dicercarla.

PROVOKA non vuole cittadini arrabbiati.

Vuole cittadini attenti.

Questa è la sua missione.

Non vuole convincere tutti che il mondo è marcio.

Vuole convincere le persone a guardare meglio.

A leggere un conto.

A leggere un contratto.

A fare una domanda.

A chiedere una spiegazione.

A non sentirsi in colpa quando qualcosa non torna.

A capire che protestare educatamente non significa essere maleducati.

E che chiedere trasparenza non significa essere rompiscatole.

Anzi.

A volte significa semplicemente essere cittadini.

E perché PROVOKA?

Perché il nome dice tutto.

PROVOCA.

Provoca domande.

Provoca riflessioni.

Provoca sorrisi.

Provoca qualche imbarazzo.

E, quando serve, provoca anche chi è abituato a non essere mai provocato.

Ma non provoca per il gusto di litigare.

Provoca perfar emergere ciò che normalmente rimane nascosto.

Perché qualche volta una domanda intelligente fa molto più rumore di una protesta urlata.

Benvenuti nel mondo di PROVOKA

Da oggi, quando vi capiterà qualcosa di strano, prima di lasciar perdere, fermatevi un secondo.

Guardate lo scontrino.

Guardate il cartello.

Guardate il contratto.

Guardate quella voce che non avete capito.

E fatevi una domanda.

“Ma siamo sicuri che sia normale?”

Se la risposta non vi convince…

potrebbe essere arrivato il momento di chiamare PROVOKA.

PROVOKA

L’Acchiappa-Abusi

Scrive. Indaga. Sorride. Domanda.

E soprattutto…

non lascia passare le storture per normalità.

CONDIVIDI ;)