Notre Dame de Paris Arena di Verona

Ilweekend all’Arena di Verona(nelle date dal 1° al 4 ottobre 2026) consacra ancora una volta l’opera popolare dei record come un trionfo intramontabile di musica e poesia. La replica andata in scena lo scorso sabato3 ottobre 2026ha registrato un’Arena gremita e un’atmosfera carica di emozione, confermando l’immutata potenza della partitura musicalescritta da Riccardo Cocciante, con le liriche originali diLuc Plamondone il celebre adattamento italiano diPasquale Panella.


Lo spettacolo evidenzia un perfetto equilibrio tra il ritorno nostalgico della “vecchia guardia” e la freschezza dei nuovi debutti:

  • Esmeralda (Elhaida Dani):La cantante albanese (già vincitrice diThe Voice Italia) convince appieno la critica. La sua prova vocale regala sfumature inedite e moderne al personaggio, senza far rimpiangere il passato e dominando la scena nei brani più drammatici come “Vivere per amare”.
  • Quasimodo(Giò Di Tonno):Colonna portante dell’opera. La sua interpretazione del campanaro resta magistrale per intensità emotiva e potenza vocale. Il graffio della sua voce in “Bella” tocca vette tragiche che strappano puntualmente standing ovation a scena aperta.
  • Frollo(Vittorio Matteucci):L’antagonista per eccellenza si conferma immenso. La presenza scenica e il timbro profondo di Matteucci restituiscono perfettamente il tormento interiore e la spietata oscurità del personaggio.
  • Gringoire(Schiaretti):Il debutto nel ruolo del poeta-narratore è una delle sorprese più celebrate della serata. La stampa locale sottolinea una prova “notevole”, amplificata dal fatto che l’artista vive proprio a Verona. Il brano d’apertura“Il tempo delle cattedrali”ha fatto vibrare l’intero anfiteatro.
  • Febo(Graziano Galatone):Con la sua solida vocalità e il piglio fiero, il capitano degli arcieri del Re tiene testa al cast storico, completando il trio maschile con precisione e carisma.
  • Fiordaliso(Camilla Rinaldi):Nota al pubblico televisivo fin da bambina, affronta il ruolo della promessa sposa di Febo con una maturità vocale e scenica eccellente, dando il giusto spessore alla gelosia del personaggio.

“l’Arena si fa essa stessa statua, musica e poesia”.

L’acustica e l’imponenza della pietra veronese si fondono magnificamente con le coreografie acrobatiche mozzafiato dei ballerini (la Corte dei Miracoli). L’assenza di dialoghi parlati non pesa; la narrazione fluisce unicamente attraverso le canzoni storiche che il pubblico dimostra di conoscere a memoria. Lo spettacolo lancia un messaggio universale e quanto mai attuale di pace, accoglienza e amore senza tempo.

L’impianto scenico imponente, concepito originariamente per i palazzetti, in un anfiteatro all’aperto perde leggermente la tridimensionalità dei giochi di luce in alcuni angoli, ma l’energia complessiva e il valore del cast compensano ampiamente questo piccolissimo limite strutturale.

Foto REMI GALIAZZO, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario) BestMagazine 2026,

si ringrazia VIVO Concerti

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