Intervista a Tamara Brazzi, una donna e un’artista dalle mille sfumature

Intervista a Tamara Brazzi, una donna e un’artista dalle mille sfumature

by Laura Gorini

Ha all’attivo tante pubblicazioni di svariato genere e una in uscita, sulla quale però vige il massimo riserbo, la splendida Tamara Brazzi. Solare, forte e romantica, ci apre il suo cuore in questa intervista, mostrandoci le tante sfumature che vivono in esso.

Tamara, imprenditrice, artista, una donna estremamente impegnata e con una vita piena. Come organizzi la tua agenda quotidiana? Riesci sempre a rispettarla?
Organizzo la mia giornata con una rubrica di priorità: impegni concreti, incontri e momenti creativi. Ho una rete di collaboratori fidati che mi sostiene e mi aiuta a mantenere il timone. Non sempre è perfetta: a volte mi perdo tra mille cose, ma cerco di riprendere subito il filo. Il rispetto degli impegni è una scelta continua, non una garanzia automatica, e la mia disciplina si nutre della fiducia nel lavoro di squadra. Nel caos, riconosco la mia parte infantile: la curiosità, il gioco creativo, la capacità di stupirmi.

Un detto famoso sostiene che viene sempre prima il piacere e solo dopo il dovere. È così anche per te?
Il piacere è alimento vitale per la mia creatività, ma non può sostituire il dovere: serve a dare senso alle persistenze. Trovo che piacere e dovere possano coesistere: lavoro serio, ma con strumenti che rendono l’esperienza creativa autentica e sostenibile.

Come si può, di contro, non farsi sopraffare dal dovere?
Coltivo limiti chiari: pause, delega, tempi definiti. Cerco di trasformare il dovere in scopo, non in ostacolo, e mantengo uno spirito ludico: è lì che nasce la resilienza.

L’equilibrio per te stessa e la tua vita, dove lo trovi?
Nei ritmi che riconciliano lavoro, famiglia, creatività e cura di me. Ritagliare momenti per riflettere, leggere, scrivere e respirare è essenziale per restare centrata.


Credi che l’insicurezza ci porti spesso al fallimento?
L’insicurezza può irrigidirsi in paura, ma può anche essere un vettore di crescita. Dipende da come la affrontiamo: ascolto, confronto e azione responsabile possono trasformarla in una leva.

Parliamo di lavoro o di relazioni: in entrambi i casi non è mai positiva?
L’insicurezza può insinuarsi in entrambi gli ambiti, ma è possibile trasformarla in consapevolezza che guida decisioni più mature e relazioni più autentiche..

A cosa pensi quando cadi?
Le cadute, per me, sono pagine da scrivere su cui tornare a lavorare: un’opportunità per ricomporre la narrazione, prima in me stessa e poi nelle mie opere.

Credo che nella vita non ci siano fallimenti masolo esperienze?
In parte sì: ogni esperienza lascia tracce utili. Alcune esperienze feriscono, altre insegnano, altre ancora aprono nuove vie narrative.

La scrittura è un ottimo mezzo per Rinascere? È terapeutica?
Per me la scrittura è come se fosse una rinascita trasforma il dolore, la gioia, la tensione in parola, offre una via di uscita e di riconfigurazione del sé.

Tu, ad oggi, hai pubblicato svariati testi. Ora stai per darne alle stampe uno nuovo. Puoi anticiparci qualcosa?
Sono molto emozionata: sto per chiudere un romanzo che ho coltivato con studio e passione. Non anticipo troppo, lascio che sia la pagina a svelarne i contorni.

Sarà sempre un romanzo d’amore?
No, non necessariamente. L’amore è una fonte centrale per me, ma la trama esplora anche altre dimensioni dell’umano: identità, scelta, libertà.

E a proposito di amore, si mormora che ora il tuo cuore batta forte anche per il Teatro… Che cosa bolle in pentola?
Sì, è così. Ho in programma due opere teatrali, con tappe previste a Roma, Torino e Napoli. È una fase di creazione intensa: nuove voci, nuove scene, nuove atmosfere che accenderanno la scena.

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