INTERVISTA a Erik Rutan voce degli americani Hate Eternal

INTERVISTA a Erik Rutan voce degli Hate Eternal 
by Paola Simonetto, adattamento by Mirko DeFox



• Ciao Erik, grazie per aver accettato la nostra richiesta di intervista e dando i tuoi fan italiani ed europei la possibilità di conoscerti meglio. Vogliamo portare uno sguardo più profondo su cosa ti rende un incredibile musicista e cantante.

• Grazie per l’intervista! Ma in primo luogo, prima di parlare di musica so che hai girato l’Italia diverse volte, come descriveresti i tuo fans italiani e quali città hai visitato, hai qualche ricordo speciali che vuoi condividere con i lettori di BM?

Amo l’Italia! La gente, il cibo, la cultura, il vino, la storia. Potrei andare avanti con gli aggettivi all’infinito. 
I Fans italiani sono fedeli e appassionati di musica e molto vitali. Uno dei miei ricordi preferiti è quando ho suonato al “No Mercy Festival” nel 2000 a Milano. Era all’aperto e c’erano probabilmente 3000 persone uno spettacolo incredibile. Altri fantastici spettacoli in Italia che ricordo con piacere è stato a Roma città bellissima e storica. Ho suonato in molti luoghi in Italia nel corso degli anni, a volte anche in piccole città dove il pubblico è stato altrettanto grande. Tanti ottimi ricordi e spettacoli!!!

• Erik hai un percorso artistico impressionante, hai iniziato la tua carriera con i Ripping Corpse per poi unirti ai Morbid Angel. Nel 1996 hai deciso di formare la tua band, gli Hate Eternal e rilasciato ‘Conquering the Throne’, album del  1999, leggendario per il metal estremo. Vieni da una famiglia piuttosto conservatrice con una cultura di musica classica. Sono sicura che le esperienze di vita hanno molto a che fare con la tua scelta di percorso musicale, ma come si è sviluppata questa tua grinta e passione per il metal estremo?

Ho iniziato a suonare musica quando ero solo un bambino. Mia sorella ha suonato pianoforte classico, mia nonna suonava il pianoforte, anche altri hanno suonato musica nella mia famiglia. Sono cresciuto circondato dalla musica e ho poi iniziato a suonare il violino. Gli esordi alla chitarra quando avevo circa 15 anni, e quasi subito sono entrato con i Ripping Corpse diciamo 17 anni, poi a 21 anni con i Morbid Angel. Questa musica mi ha dato tanto dal punto di vista emozionale. Prima di suonare la chitarra non avevo modo di esprimere le mie insofferenze in modo cotruttivo. 
Ho avuto dei momenti molto negativi e avevo veramente bisogno di una via d’uscita da questo percorso che mi stava portando verso il basso. Quando ho preso la chitarra ho messo tutti questi sentimenti in musica. Da quel momento ho capito che era quello che avrei dovuto fare e che avrei fatto per gli anni a venire. Infatti ho continuato in questo fantastico viaggio.

I testi e i temi sono sicuramente profondi, oscuri e tumultuosi.

Io ho sempre cercato di mantenere il testo della canzone appassionato e fedele a chi sono io come persona. Ancora una volta, un’espressione di quello che ho passato nella mia vita, e chi sono io come persona. I miei interessi, la mia visione profonda e buia. I testi sono un modo di esprimere me stesso in un modo così fluido e puro. Oltre a suonare la chitarra, fin dall’inizio ho sempre saputo che avrei cantato e così è stato!


• Come hai sviluppato il tuo suono unico, chi o che cosa ti hanno ispirato?

Durante la mia vita ho colto ispirazione da tanto musica e persone diverse tra loro. Sono cresciuto circondato dalla musica classica e come ho detto prima molte persone nella mia famiglia hanno suonato strumenti. Inoltre molte persone nella mia famiglia hanno ascoltato tutti i generi di musica dalla  classica, Rock, Blues, Jazz, Motown, metallo, ecc… Sono in grado di trovare qualcosa di buono in tutte le forme di musica e posso ascoltare un sacco di cose diverse. Da qualche tempo ascolto musica del Medio Oriente. Comunque ascoltare tanta musica diversa si è riflesso nel mio modo di scrivere e penso che si possa sentire nella mia musica.



• Hai avuto esperienze dure da bambino e anche negli ultimi anni, hai sofferto molte perdite personali. Ti sei descritto come un piccolo delinquente in alcune interviste… Mi sembri felice adesso e in pace con te stesso, anche se ascoltando la musica e i testi farebbe pensare diversamente.

La Musica ha cambiato la mia vita e mi ha salvato da un percorso che mi avrebbe portato in un vicolo cieco. Attraverso lotte personali e tragedie, la musica mi ha portato a superare momenti davvero difficili. Suonare mi ha dato energia e questo scopo e mission nella vita è stato terapeutico. Suonare questo genere di musica mi ha permesso di esprimere emozionalità e tutto ciò che è negativo e canalizzarla in qualcosa di positivo e costruttivo. Realizzare musica per tutti questi anni mi ha reso una persona molto più sana e non ho idea di dove sarei adesso senza di essa.

• Nel 2002, è uscito quello che molti descrivono come il tuo album più innovativo, “King Of All Kings” e lanciato gli Hate Eternal in vetta a classifiche e ad un altro grado di popolarità. Con il video del brano “Powers That Be” in onda su Headbanger’s Ball di MTV2 e in rotazione su Fuse’s Uranium. Raggiungendo l’obiettivo finale che tutte le bande vorrebbero ottenere, recensioni entusiastiche e concerti sold out. Ma la popolarità di album o spettacoli ottengono anche critiche negative a volte o semplicemente ingiustificate opinioni personali. Come ne pensi di questo aspetto dell’industria?

King Of All Kings è stato un monumentale album per gli Hate Eternal e per me. Sono molto orgoglioso di quell’album e difficile credere che è stato rilasciato 15 anni fa. Ha un posto speciale per me nel mio cuore perchè è stato l’ultimo album che ho suonato con il mio ex bassista Jared Anderson che purtroppo è scomparso tragicamente. Abbiamo lavorato molto duramente insieme su quell’album e abbiamo scritto alcune grandi canzoni insieme. Era un grande momento e una svolta nella mia carriera. 
Quando si tratta di opinioni negative è necessario imparare ad avere una pelle dura per sopravvivere attraverso tutto il rumore come lo chiamo io. Ho imparato ad ascoltare le critiche costruttive e ad ignorare il rumore, in modo tale da mantenere una calma mentale. Rimanere fedele a te stesso e credere in quello che fai è la chiave per il successo e la conservazione di questo status.

• Il nuovo album ‘Infernus’ è fantastico, è davvero pesante è Death Metal.
Arriva dopo quattro anni da’Phoenix Amongst the Ashes.’ Quali sono le ragioni di questo lungo tempo di gestazione e quando è stato avviato il processo di scrittura?

Mille Grazie! Abbiamo lavorato sodo per catturare qualcosa di speciale e magico che incapsula tutti i nostri gusti come musicisti, Hate Eternal è  un’entità che è diventata solida. Mi sento di dire che “Infernus” è uno dei nostri successi e il songwriting è azzeccato e diversificato.La produzione dell’album ha preso così tanto del mio tempo ed energia tanto che quando sto producendo un album tutta la mia vita è focalizzata su quell’album e per tutto il tempo, assorbe tutto di me. Per “Infernus” avevamo iniziato a lavorare con 16 canzoni, ma siamo andati avanti selezionando le migliori 10. Sono fiero di questa produzione.

• Hate Eternal è una band in cui i tre membri sono ognuno fondamentale e indispensabile. Vuoi raccontarci un po’ le dinamiche del gruppo?

Per me, essere uno dei 3 è qualcosa di molto speciale. Ognuno cerca di ottenere il meglio di se, soprattutto dal vivo. Ognuno si ritaglia il proprio spazio creativo fatto di unicità. È così importante che ogni individuo crei qualcosa di speciale in modo che il collettivo diventi come una centrale elettrica. Ognuno si prende la propria responsabilità e libertà per ottenere qualcosa di speciale e potente.

• Che cosa cerchi nei membri della tua band, ovviamente il talento, ma quali sono le altre qualità?

Altrettanto importante come il talento e la musicalità è il feeling con il carattere della persona. Lavoro, etica, dedizione, lealtà e soprattutto quell’appeal che è la chimica. Così tanto di una band è la chimica tra i suoi membri. Un gruppo affiatato di persone con obiettivi simili e di essere tutti sulla stessa linea di pensiero. Creatività e personalità diverse rendono migliori le musiche.

• Non vedo spesso domande riguardo l’artwork dei tui album. Vedo molti simbolismi. I temi ricorrenti sono i colori, le tenebre. Cosa ci racconti riguardo la loro creazione e il creatore?

Ci siamo avvalsi di diversi artisti per i nostri dischi. Lavorare con Paul Romano per 3 album e ora Eliran Kantor per “Infernus” sono state esperienze interessanti. Lavorare con entrambi gli artisti è stato molto diverso, ma avevano un approccio intenso simile anche se stilisticamente molto diverso e unico per i propri metodi. Condivido sempre con l’artista il tema e i concetti che stanno dietro i testi e al titolo dell’album. Di solito spedisco a loro una pre produzione delle canzoni con il testo della canzone per stimolare la loro creatività. Io tendo a condividere con loro influenze personali dietro l’album e che cosa ha contribuito a comporre i nostri lavori.Abbiamo sempre cercato di avere un’unicità sull’immagine e disegno per abbinare l’originalità della musica.
Mi reputo fortunato a lavorare con artisti incredibili che condividono la mia visione e interpretazione della band e la musica e testi. Paul è un artista incredibile ed è stato bello lavorare insieme. Eliran, che ha realizzato l’artwork di “Infernus” ha messo così tanta attenzione al dettaglio ed che mi è piaciuto moltissimo lavorare anche con lui.

• Oggi sei un artista maturo, diciamo pure un veterano! Non solo sei un riferimento nel vostro genere di musica ma sei anche un rinomato produttore. Hai aperto i tuo Mana Studios, studio di registrazione di base in Florida, so che hai registrato grandi bands come, Nile, Morbid Angel, Vital Remains, Cannibal Corpse e tante altre ma anche mostrando incredibile versatilità registrando per esempio generi completamente diversi. Cosa ti ha spinto a diventare un produttore discografico e ad iniziare questa attività? Come si bilancia la tua carriera artistica con il lato più tecnico e commerciale del business?

Davvero difficile da bilanciare carriere e possedere un business, ma quando hai tanta passione per tutto ciò che fai mi basta guardare in avanti per compiere grandi cose e rimanere fedele a quello che faccio. La maggior parte della mia vita è stata un a totale immersione nella musica. Avevo 16 o 17 anni, suonare la chitarra era incredibile, era un sogno avere il mio studio un giorno per registrare la mia musica. 
In realtà, registrando l’album dei Ripping Corpse quando avevo 19 anni presso uno studio incredibile chiamato Quantum Sound mi ha fatto capire che volevo fare questo e che avrei avuto due carriere nella musica.
Nel 1991, non c’erano produttori/ingegneri che avevano completamente afferrato o capito come registrare il death metal e roba più estrema. Ci sono un sacco di incredibili ingegneri e produttori là fuori di sicuro, ma non c’erano ingegneri specializzati in questa genere di musica. Naturalmente, sono un ingegnere versatile così da poter registrare qualsiasi genere di musica.
Sono andato all’Istituto di Audio Research a New York nel 1992 e li ho imparato tanto. Poi ha lavorato presso uno studio brevemente prima ho iniziare a suonare con Morbid Angel nel 1993. Quindi ero in tour così tanto che non era in grado di lavorare in uno studio e mi trasferii in Florida dal New Jersey tenni sempre d’occhio l’obiettivo e il sogno di possedere il mio studio. Nel 1999, ho aperto il mio Mana Studios. Nel 2003, ho deciso di lasciare Morbid Angel per concentrarmi sulla registrazione e sulla produzione degli Hate Eternal e il resto è storia.
Gli album sono per sempre e saranno una parte enorme della mia eredità quando me ne sarò andato. 
Sono onorato di essere stato una parte di Ripping Corpse, Morbid Angel, Hate Eternal e Alas musicalmente tutte grandi bands poi con lo studio ho lavorato con tantissimi musicisti enormi come Cannibal Corpse, Goatwhore, Morbid Angel, Agnostic Front, Madball, Tombs, Soilent Green, The Mountain Goats,etc

• Hanno appena annunciato che suonerai all’ Hellfest per la prima volta con Hate Eternal nel 2017! Sei ancora entusiasta per questo, diciamo, come 20 anni fa?

Poter suonare all’Hellfest è una gioia enorme!! Sarà fantastico! Stare su un palco simile ed eseguire la propria musica è una emozione fortissima. Non vedo l’ora!!

• Dove ti vedi tra 10 anni?

Mi vedo a continuare quello che ho iniziato tanti anni fa ma in espansione su tutto ciò che faccio. Mi piacerebbe scrivere più musica e fare progetti differenti, anche continuare a produrre e lavorare con tutti i tipi di musica, nonché proseguire sul sentiero che abbia fatto per così tanto tempo. Amo tanto il metal, da quando avevo 10 anni e so che per sempre io continuerò a scrivere, lavorare e produrre questa musica. È il sangue della mia vita! Vorrei in futuro dedicarmi ad aiutare ragazzi problematici attraverso la musica e raccontare la mia vita di esperienze. Il futuro è luminoso e attendo con ansia nuove sfide per provare cose nuove nella mia vita e la carriera.


Domande a raffica:


• Chi è il chitarrista di preferiti tempo tutti?

E’ difficle sceglierne uno, ma Eddie Van Halen è sicuramente al primo posto dell’elenco.

• Hai un eroe e se sì chi è?

Mia madre.

• Chi nella tua vita ti ispira di più?

Mia moglie.

• Chi ti motiva e ti incoraggia di più?

Mia madre e mia moglie.

• Qual’è il primo album che hai comprato?

Iron Maiden “Iron Maiden”

• La tua band preferito?

Difficile da dire… Se dovessi scegliere una… direi Iron Maiden, proprio a causa dell’impatto che ha avuto su me.

• Pizza o la pasta? 

Pasta!

• Fast food o cena di fantasia?

Una buona cena speciale di sicuro.

• Treni, aerei o automobili?

Aerei

Un sentito ringraziamento a Paola Simonetto per la disponibilità e per la collaborazione di scambio culturale e artistico, un ponte immaginario tra Canada, USA e Italia. che ci rende onorati ed orgogliosi.

**Le foto sono di Alex Morgan Imaging e Edward Linsmier


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