AMA tutti! Cinque giorni di musica a Romano d’Ezzelino

AMA tutti! Cinque giorni di musica a Romano d’Ezzelino

Si è conclusa l’edizione 2022 di AMA Music Festival nel grande prato di Villa Ca’Cornaro a Romano d’Ezzelino.
Sotto lo sguardo degli alberi secolari che dominano il parco si sono alternate generazioni di amanti della musica da tutto il Veneto e anche oltre. Il programma, infatti, ha previsto davvero musica per tutti i palati.
La prima giornata, quella del 24 agosto, presenta sul palco uno dei gruppo alternative rock più in auge degli ultimi anni: da Londra, distorti e angelici, arrivano i Nothing But Thieves.
Prima di loro un tuffo nel glam degli anni ‘70 portato dalla Città degli Angeli dai Palaye Royale, a seguire il gruppo rock più rappresentativo dell’attuale panorama italiano Fast Animals and Slow Kids e il mix strano all’occhio ma efficace negli amplificatori degli svedesi Viagra Boys.


La serata sfiora il tutto esaurito ma è solo l’antipasto di quello che saranno i giorni
successivi.
Ecco, allora, che il giovedì un’onda punk si abbatte su AMA. A battere la strada sono gli Hearts Apart, band emergente di Vicenza, che anticipano i torinesi Bull Brigade, gruppo sempre più importante della scena punk nazionale. A seguire un’altra band di Los Angeles, gli Zebrahead, che portano un tocco di crossover e sound americano nella calda serata romanese.
Lo stage è bollente ed ecco che è il momento di una pietra miliare per il genere in Italia, proiettati dal 1989 a far tremare il palcoscenico arrivano i Punkreas.
La polvere si alza, la gente balla dannatamente, qualcuno cerca di salire sul palco e il pogo diventa inevitabile: è questo il momento degli Ska-P, la band spagnola che si è fatta largo nella gioventù di ognuno di noi gridando senza filtri la propria libertà.


È venerdì, è la serata con il programma meno denso, ma per chi ha vissuto il rock italiano degli ultimi decenni del novecento diventa un evento storico. Non si trovano più biglietti, è sold out per i Litfiba.
Gli sguardi tra i due membri principali, Ghigo Renzulli e Piero Pelù, sono ancora fugaci e legati a sole necessità di esecuzione, sintomo di una ruggine che ormai va accumulandosi anno dopo anno, il sound però riporta ai bei tempi andati, con la chitarra sicura e caratteristica di Ghigo e la straripante personalità di Piero Pelù.
È bello vedere i bambini sulle spalle dei propri genitori cantare canzoni venute molto prima della loro nascita, con un amore ereditario che solo il talento dell’arte può dare.
Ma ora si cambia davvero registro perché il week end è dedicato ai giovani, è dedicato al rap e alla trap.

Apre il sabato il giovane milanese Young Polito che, nonostante al suo primo live, riesce a muoversi con destrezza sul palco. A seguirlo un artista di casa, Kiens, che insieme ai vicentini Flop e DMG spalanca un nuovo sound crossover tra trap e emo. Un’altra sera sold out.
La parte calda della serata si apre con uno dei personaggi del momento, Rhove, che si esibisce con carica e coinvolgimento, con la gente che salta e canta la sua hit “Shakerando”.
“Non solo Fedez” per Tananai, penultimo sul palco del sabato, che alterna parti di live in band con dj set piacevole all’orecchio e all’occhio. Sì, non è solo la hit che tanto si sente per radio in questo momento, è un artista completo e dalla spiccata personalità.
L’idolo del pubblico stasera però è Lazza, che non si stacca un momento dal microfono e non stacca per un momento neanche l’attenzione del suo pubblico, così entusiasta e adrenalinico. 1-2-3!

Arriva la domenica e per gli addetti ai lavori, nonostante la chiara stanchezza, comincia già a trapelare la nostalgia. Non c’è tempo però, c’è un progetto da portare a termine e l’obiettivo è ormai vicinissimo.
Primo sul palco il dj set del collettivo bassanese Ultravivid, vero promotore della musica urban nel territorio. Sboccato, irriverente, spontaneo, tanto da risultare adorabile, Nello Taver ci porta la sua Napoli sul palco, senza alcun bisogno di buon costume e di regole dettate da chicchessia.
La serata non sembra però voltare nel verso giusto e la pioggia comincia a minacciare la buona riuscita dell’ultima giornata. Villabanks sale sul palco, è uno dei rapper più amati dalle nuove generazioni e il calore dimostrato sembra allontanare per un po’ il maltempo: la festa continua. Salgono sul palco gli Psicologi, con il loro stile inconfondibile, giovani e freschi, così freschi che la pioggia comincia a cadere pesantemente. Non c’è problema, si continua.
A tratti salta addirittura la corrente dell’intero festival ma non del palco, autoalimentato dall’ottimo lavoro dallo staff de La Città Invisibile. È una strana sensazione sentire da
lontano i cori che sovrastano il rumore dell’acquazzone che scende. Gli Psicologi riescono a portare a buon fine il loro live ma c’è apprensione: l’ultimo artista della serata è un caposaldo dell’hip-hop italiano, si parla di Gue Pequeno.
La gente è titubante ma un annuncio arriva dal palco: il concerto si farà. La pioggia cala, l’entusiasmo cresce ed ecco il Guercio salire sul palco. La sua bandana è la giusta corona per chi ci ha creduto, dagli organizzatori al pubblico pagante. La sua facilità di tenere il palco e la sua spavalderia sono il miglior saluto che AMA Festival porta a Romano d’Ezzelino, a Bassano del Grappa, Veneto, Italia. La musica è viva, unisce e accomuna tutte
le generazioni.

AMA Festival: sipario, luci, ci si vede l’anno prossimo.

https://www.amamusicfestival.com/

Testo by Stefano Artuso – Photo by Lucrezia Pegoraro, courtesy by A.N.L. 2022

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